OLBIA. “Ho una grandissima ammirazione per Joyce Lussu per ciò che ha fatto come essere umano, capace di cose importanti. E dedico questo premio a David Grossman, scrittore israeliano che ha scritto una cosa bellissima: ‘Mi devo tenere lontano da Dio’. Nei suoi libri c’è tutta la disperazione di chi non condivide le scelte del governo israeliano. Quelle corde mi hanno emozionato”. Con queste parole Anna Foa ha ricevuto il Premio Joyce Lussu nella biblioteca civica Simpliciana, durante una cerimonia organizzata dall’ANPI Nazionale e dall’ANPI Olbia Tempio.
L’incontro, moderato dal giornalista Antonio Rojch, è stato l’occasione per presentare il saggio “Il suicidio di Israele”, pubblicato da Laterza. Un’analisi che mette in luce la crisi dello Stato ebraico su tre livelli – fisico, politico e morale – aggravata dalle scelte del governo Netanyahu.
“Il rifiuto dello Stato palestinese è un suicidio etico e morale – ha detto Foa –. Tanti amici in Israele continuano a battersi e portano in piazza le immagini dei bambini morti a Gaza anche quando il governo le proibisce. È il momento di parlare, di dire le cose come stanno”.
Foa ha parlato anche di sé: il dopoguerra vissuto a Roma, l’identificazione con Anna Frank, l’atmosfera “abbastanza anarchica” in cui è cresciuta, e l’educazione ricevuta in una famiglia che rifiutava la retorica.
La storica ha ricevuto in dono l’opera “Dea Madre”, realizzata dall’artista Irene Piccinnu, e una teca costruita dagli studenti dell’Istituto Amiscora di Olbia sotto la guida dei docenti Ciro Punzo e Sandro Pirina.
Oltre a Domenico Piccinnu (ANPI Olbia Tempio) e Vincenzo Calò (segreteria nazionale ANPI), è intervenuto anche il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. “Ho partecipato per rendere onore alla presenza di Anna Foa, dell’ANPI e di tutti gli ospiti – ha detto il primo cittadino -. Il titolo del libro parla da sé: purtroppo i temi affrontati sono, in modo incredibile, ancora oggi di drammatica attualità”.
“Chi ha alti livelli di responsabilità, in Russia, Ucraina, Israele o Palestina, ha il dovere di evitare che ci siano guerre di serie A e di serie B – ha detto il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni -. Le vite umane non valgono diversamente in base alla latitudine. Le opere come quella di Anna Foa servono a far riflettere. Le nostre generazioni più fortunate devono raccogliere il grande lavoro che viene fatto per tramandare la memoria. Noi che governiamo abbiamo la responsabilità di trasmettere valori di primo piano”.
“Grazie per il contributo che lei e la sua famiglia ci hanno dato – ha affermato Ivana Russu, intervenuta a nome della Fondazione Berlinguer, rivolgendosi ad Anna Foa -. Noi della Fondazione, e anche l’ANPI, siamo chiamati a fare una nuova resistenza per i valori della democrazia, messa a serio repentaglio dai totalitarismi che stanno dilagando in Europa. La pace si costruisce con l’equilibrio, e queste erano parole anche di Berlinguer”.
Presenti all’incontro anche Antonello Murgia, presidente regionale dell’ANPI, Danilo Deiana, segretario generale Cgil Gallura, studenti e docenti degli istituti superiori. L’evento si è chiuso con gli intervenuti musicali a cura degli allievi del liceo musicale De André, diretti da Gabriele Deiana.
































