Buongiorno,
con questa lettera desidero esprimere pubblicamente la mia gratitudine a chi mi ha aiutato in un momento critico.
Lo scorso 26 dicembre, durante la mia abituale corsetta mattutina, ho avvertito un forte dolore alla bocca dello stomaco mentre percorrevo via Bazzoni Sircana. Inizialmente ho attribuito il malessere a una possibile congestione, complici il vento gelido e il freddo intenso. Non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a qualcosa di ben più serio, dato che in 75 anni di vita non avevo mai avuto episodi simili.
Il dolore è diventato rapidamente insopportabile, tanto da rendermi impossibile raggiungere l’ospedale, distante appena 500-600 metri. Ho quindi deciso di tornare indietro di qualche decina di metri, verso il centro abitato, e sono entrato in un bar al numero 27.
All’interno, ho trovato una ragazza, Anna Grazia, che si è subito accorta della mia difficoltà. Con prontezza, mi ha fatto sedere e mi ha chiesto cosa potesse fare per aiutarmi. Convinto che si trattasse di una congestione, ho chiesto un tè caldo, pensando che il calore potesse alleviare il dolore. Tuttavia, la situazione non migliorava, e dopo pochi minuti Anna Grazia ha deciso di chiamare i soccorsi.
L’ambulanza è arrivata rapidamente. Sul tavolino del bar mi è stato effettuato un elettrocardiogramma, che ha confermato la diagnosi: stavo avendo un infarto. Da quel momento è iniziata una catena di interventi tempestivi e professionali.
Sono stato incredibilmente fortunato: la vicinanza dell’ospedale, la prontezza di Anna Grazia, l’efficienza e la rassicurazione del personale dell’ambulanza e l’intervento immediato del pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II hanno fatto la differenza. In circa due ore dall’inizio del dolore, la situazione è stata stabilizzata, e dopo cinque giorni di ricovero sono stato dimesso.
Grazie a queste persone posso ora affrontare questa seconda parte della mia vita. A loro va la mia più sincera gratitudine: ad Anna Grazia, per la sua prontezza e sensibilità; al team dell’ambulanza, per la rapidità e la professionalità; e al personale medico del pronto soccorso, per la loro competenza e dedizione.
Preferisco mantenere la mia riservatezza, ma ci tengo che questo ringraziamento venga pubblicato. È importante per me rendere onore a chi, con umanità e competenza, mi ha salvato la vita.
































