★VIDEO★ Il pronto soccorso di Olbia sta attraversando una gravissima crisi dovuta alla carenza di medici. Ad aggravare ulteriormente la situazione si aggiunge la scadenza dei contratti dei cosiddetti “gettonisti”, ossia i medici provenienti da cooperative esterne, pagati a ore e assunti per gestire non solo i codici gialli e verdi, ma anche i codici rossi, ovvero i casi più gravi. A Olbia, sono proprio questi ultimi – soltanto due – il cui contratto in scadenza non permette loro di continuare a operare. Per questo motivo, anche se tecnicamente il pronto soccorso del Giovanni Paolo II non chiuderà i battenti, non potrà più accettare i pazienti più gravi, che dovranno essere trasferiti verso Sassari, Ozieri o persino Oristano e Cagliari.
Nel pomeriggio è giunta una nota della Asl in cui la Direzione Aziendale della Asl Gallura “intende specificare che la struttura di emergenza-urgenza non può chiudere e non è stata mai intenzione di questa Direzione prendere in considerazione tale evenienza. Effettivamente esiste una grave carenza di personale nella specialità della Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’Urgenza. Non è una questione solo sarda o locale, ma ha anche una rilevanza nazionale. Si tratta di una professione che espone a rischi di stress da lavoro correlato.
Per sopperire a tale carenza, che nel presidio di Olbia è particolarmente presente in quanto dei 15 medici in organico nel 2019 ne sono rimasti solo 3, la Asl Gallura già da tempo ha fatto ricorso ai medici a gettone, sia per Olbia che per Tempio Pausania, definendo comunque il supporto del personale dipendente con apposite procedure e protocolli operativi. Grazie al supporto dell’Assessorato Regionale alla Sanità e ad Ares Sardegna è stato possibile risolvere alcuni problemi burocratici legati alle proroghe dei contratti per i medici a gettone”.
Di seguito il servizio andato in onda nel Tg di Telesardegna ⬇️
































