OLBIA. “Grazie allo spirito d’iniziativa e alla collaborazione del personale infermieristico abbiamo studiato un nuovo progetto pilota che abbiamo voluto chiamare “super triage”, che prevede al Pronto soccorso la presenza di un infermiere nell’area pertinente al padiglione del Pronto Soccorso che è stata allestita lo scorso anno con poltrone reclinabili e strumenti. Lo abbiamo avviato nei giorni scorsi per testarne la funzionalità e a fine estate potremo tracciare un primo bilancio”. Lo dichiara la direttrice della Struttura complessa di Medicina d’Urgenza Rosangela Beretta.
Il terzo infermiere dovrà svolgere principalmente compiti di monitoraggio del paziente durante l’attesa. Nella nuova postazione è responsabile dell’osservazione e della rivalutazione dei pazienti con codici minori, dell’esecuzione del prelievo ematico ai pazienti con codici arancioni, delle attività informative presso i parenti dei pazienti con codici minori sistemati in quell’area e delle azioni di supporto agli altri infermieri di triage.
“L’obiettivo è migliorare l’accoglienza nella fase di attesa, ma anche svolgere funzioni che permettano al medico, durante la visita, di avere risposte non solo sui parametri vitali, ma anche sugli esami ematici” aggiunge la dottoressa Beretta.
“Il Pronto Soccorso di Olbia d’estate ha lo stesso numero di accessi dei grandi ospedali di Roma e Milano. Deve fronteggiare l’impatto turistico ma ha una grave carenza di personale: nonostante i numerosi bandi che abbiamo promosso, pubblicato e spedito a tutti gli Ordini dei Medici d’Italia – sottolinea il direttore generale della Asl Gallura, Marcello Acciaro – pochissimi medici hanno aderito, probabilmente per le difficoltà logistiche che devono affrontare scegliendo la Gallura come destinazione.
Nonostante questo siamo riusciti a ridurre i tempi di attesa, grazie alla collaborazione del personale e a una riorganizzazione che consente alla Medicina d’Urgenza di avviare percorsi fast track con unità operative come neurologia, pediatria, otorino, ostetricia e ginecologia e a protocolli con cardiologia e chirurgia per la presa in carico dopo l’accettazione da parte dello specialista. Non è un lavoro semplice, perché la medicina d’urgenza è il settore che forse più di ogni altro ha subito la fuga dei professionisti dal Servizio Sanitario Nazionale. Nonostante tutto siamo riusciti in questi anni a tenere sempre aperto il Pronto soccorso di Olbia e cercheremo di studiare con il personale nuove soluzioni per far fronte alle carenze di organico”.
































