OLBIA. È Alessandro Nucilli, l’imprenditore romano che sul filo di lana vorrebbe salvare l’Olbia Calcio. Non è nuovo a questo genere di operazioni e avrebbe manifestato l’ambizione di guidare la squadra gallurese nei prossimi anni.
L’operazione si farebbe solo a determinate condizioni. Per il momento, il nuovo aspirante patron dell’Olbia avrebbe già provveduto a pagare gli stipendi – anche se nessun calciatore ha finora ricevuto un euro – la fidejussione, l’iscrizione alla Serie D e anche un’ingiunzione di pagamento derivante da debiti pregressi degli anni passati.
Nella serata di ieri, il nominativo di Alessandro Nucilli ha iniziato a circolare in città con insistenza e nei prossimi giorni l’Olbia Calcio potrebbe passare di mano, con Surace che manterrebbe la carica di presidente e Nucelli vicepresidente con mansioni da general manager. Infatti, stando alle voci che circolano negli ambienti sportivi cittadini, Nucilli starebbe per acquistare direttamente dalla Swiss Pro una prima tranche di quote per poi partire con la scalata alla maggioranza del capitale sociale.
Olbia Calcio: la storia infinita. Questo potrebbe essere lo slogan dell’ultima ora sull’Olbia Calcio. Una squadra in mano a nuovi potenziali investitori che sguazzano in un mare di incertezze determinate dalla gestione made in Swiss Pro. Ma cosa succede? La squadra è stata iscritta al campionato di Serie D oppure, come alcuni detrattori sperano, verrà accorpata al San Teodoro-Porto Rotondo? E poi, che fine hanno fatto i famosi stipendi a favore dei calciatori?
Andiamo per gradi e proviamo a ricostruire le vicende di questa prima parte di luglio. Mentre le altre squadre di Serie D già preparano il prossimo campionato, la squadra bianca naviga ancora nell’incertezza. Sappiamo che fino ai primi di luglio la situazione degli stipendi era la stessa rilevata a fine campionato, cioè un nulla di fatto. Tante promesse, tanta fantasia, ma di pagamenti nemmeno l’ombra.
La coppia Surace/Raëber ha provato in tanti modi a trovare nuovi finanziatori per superare l’ostacolo degli stipendi, vero e proprio elemento ostativo all’avvio del nuovo programma, ma fino a quella data l’unico interessato a rilevare la parte tecnica della società pare fosse proprio Roberto Felleca, imprenditore non nuovo a questo genere di operazioni, che già in precedenza si era contraddistinto per aver portato a casa due promozioni con società blasonate (vedi Como e Foggia).
Poi, magicamente, la promessa di matrimonio con l’imprenditore selargino viene abbandonata proprio sull’altare ed ecco che – come abbiamo già avuto modo di scrivere – entra in scena un imprenditore romano, Alessandro Nucilli, il quale offre la sua collaborazione dichiarandosi disposto a rilevare una parte delle quote rappresentative del capitale sociale della squadra gallurese. Un benefattore? No, un imprenditore intenzionato a sviluppare un suo progetto con l’Olbia Calcio nonostante le pregresse esperienze nel comparto calcistico (vedi Foligno) raccontino tutt’altro che storie di successi.
Ma veniamo al nocciolo della questione. A tutt’oggi i beneficiari degli stipendi non hanno ricevuto ancora un euro sul proprio conto corrente e quindi tutto resta in sospeso fino a quando calciatori e amministrativi non avranno ricevuto le proprie spettanze. In tutta questa faccenda si delinea un quadro ancora poco chiaro ma che magicamente potrebbe chiarirsi proprio se il pagamento degli stipendi andasse a buon fine. Proprio così, anche in maniera tardiva, per cui la società gallurese potrebbe essere chiamata a pagare una multa per il ritardo nei pagamenti senza trascurare che – un’interpretazione rigida e restrittiva della normativa Covisod – potrebbe addirittura escludere i bianchi dal campionato di Serie D.
E qui entrano in scena i detrattori dell’Olbia, cioè coloro che “fanno tifo” affinché la squadra bianca venga accorpata al San Teodoro e iscritta al campionato di eccellenza. Ovviamente quest’ultima ipotesi darebbe lustro solo alla squadra teodorina che vedrebbe le sorti dei viola accostati a quelli di una società centenaria e gloriosa con trascorsi importanti nel calcio che conta.
Da non trascurare che in questo caso ci sarebbe il conseguente fallimento dell’Olbia Calcio che a sua volta trascinerebbe nel baratro e, di fronte alle proprie responsabilità, tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno contribuito alla caduta libera della società bianca. Insomma, brutto a dirsi, ma ne sapremo di più nei prossimi giorni, solo quando si capirà se sui conti correnti di calciatori e amministrativi sono stati accreditati i famosi bonifici che, stando a quanto si dice, sarebbero già stati processati e inseriti a sistema.
Se così fosse, nei prossimi giorni l’Olbia avrebbe un futuro diverso da quello attuale e solo il tempo ci dirà se è stata fatta la cosa più giusta. In questo l’avvento di Nucilli rappresenterebbe l’unica chance dei bianchi per giocare ancora in serie D ed evitare così di vedere il proprio nome accorpato a un’altra società gallurese con un background decisamente diverso da quello dell’Olbia.
































