ARZACHENA. I nobili e i ricchi rampolli dell’aristocrazia europea che a partire dal XVIII secolo viaggiarono nell’Europa continentale per espandere i loro saperi e le conoscenze avevano sempre l’Italia come meta prediletta dei loro viaggi. Il “Grand tour”, antesignano esempio del turismo di massa, vedeva in Roma, Firenze, Venezia e Napoli i luoghi imperdibili da scoprire e visitare.
Quel che ai più appare come una sorpresa è che alcuni viaggiatori nel corso del 1800 si spinsero anche in Sardegna e arrivarono nel territorio di Arzachena. È questo il tema della mostra fotografica con contenuti editoriali dal titolo “I temerari viaggiatori dell’800 che visitarono l’antico villaggio di Santa Maria d’Arsequina”, organizzata dall’associazione “La scatola del tempo” e inaugurata nella chiesa di San Pietro.
Avventurieri come il francese Emanuel Domenech, gli inglesi William Henry Smith, Thomas Forester, John Warre Tyndale, Daniel Roberts, la scrittrice britannica Mary Davey e il generale Alfonso La Marmora descrissero il territorio di Arzachena, luogo considerato allora inospitale e ostile come tutta la Sardegna.
“In questa zona selvaggia esiste un posto magnifico che si chiama Santa Maria di Santa Arsaghena – scrisse John Warre Tyndale nel libro “The Island of Sardinia” -. È un concentrato di tutto quel che esiste di romantico e pastorale, con molti ruscelli che discendono dalle montagne, confluiscono in questo punto e si gettano nel Golfo d’Arsaghena, dopo aver formato un fiume nel quale si trova un’abbondanza di pesce quasi incredibile”.
La mostra è stata presentata dal presidente de “La scatola del tempo” Mario Sotgiu che ha voluto ringraziare don Mauro Moretti e la parrocchia di Santa Maria della Neve per aver concesso la chiesa di San Pietro e l’amministrazione comunale che, per il secondo anno consecutivo, finanzia integralmente le attività culturali dell’Associazione.
Un evento che esorcizza le difficoltà per la chiusura, a dieci anni dalla sua apertura, del museo de La scatola del tempo, conosciuto anche come il museo più piccolo d’Italia. L’associazione nelle scorse settimane ha dovuto smantellare la sua esposizione per l’indisponibilità dell’immobile, con la speranza di poterlo riproporre a breve in un’altra sede del centro storico smeraldino.
Una notizia che ha colto di sorpresa la comunità locale che ha voluto attivare una raccolta fondi per sostenere l’associazione e permettere in futuro una nuova apertura del museo. “La scatola del tempo non è solo un luogo materiale (che potrà eventualmente essere ricollocato altrove) – si legge sulla pagina social del museo – ma è soprattutto un’idea e un sentimento”.
Al termine dell’inaugurazione dell’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 13 agosto prossimo, la serata è proseguita con un concerto del pianista Giovanni Atzori che ha allietato il numeroso pubblico presente con un’interpretazione di alcuni brani di Ludovico Einadi, Yann Tiersen e Ludwig Van Beethoven.
































