OLBIA. E’ finita con l’Olbia che ritorna alla vittoria dopo due mesi dalla gara interna con il Pineto. Il gol segnato da Dessena, oltre ad assegnare ai bianchi i classici tre punti, rappresenta un punto di partenza importantissimo che segna la fine di un periodo nero – che più nero non si può – e proietta la compagine allenata da Marco Gaburro verso un calcio razionale e sicuramente più essenziale.
Dopo una settimana di allenamenti a porte chiuse, durante la quale la squadra ha lavorato con determinazione, il neoallenatore è riuscito a trasmettere ai suoi calciatori uno stile di gioco sostanziale, orientato verso le verticalizzazioni.
L’Olbia, diversamente da prima, sembra oggi una squadra concentrata maggiormente sulla sostanza piuttosto che sull’apparenza, abbandonando la pratica di far circolare la palla da destra a sinistra senza cercare penetrazioni offensive.
A fine gara, in sala stampa si presenta Marco Gaburro, allenatore dei bianchi, chiamato dal duo Tatti-Marino ad invertire lo score dei risultati negativi e salvare l’Olbia.
Determinato, ma non esaltato per il successo ottenuto, il Mister parte subito dicendo: “Sì, buona la prima. Impossibile aspettarsi di più, non potevo chiedere dell’altro ad una squadra che ha una condizione psicofisica non ottimale. Non potevamo pensare al medio lungo periodo. Noi oggi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare e l’abbiamo fatta come l’avevamo preparata.
I ragazzi, che sono stati bravi a cambiare mentalmente certe priorità, si sono concentrati sulle cose essenziali. Sapevo che per noi sarebbe stato come giocare con uno zaino addosso inteso come condizione psicologica. Siamo stati bravi però a non prendere gol e abbiamo concesso poco agli avversari”.
Dopo un primo tempo di studio e attesa cosa ha detto ai suoi all’intervallo?
“Ho detto che stavano giocando con uno zaino addosso e che da fuori era evidente, però sapevo che era anche normale. Era arrivato il momento di liberare la testa da pensieri negativi e continuare con la fase difensiva che avevamo fatto nella prima parte della gara, dove non abbiamo concesso niente agli avversari. Poi è arrivato il gol che ha cambiato le dinamiche della gara. Abbiamo verticalizzato ma non è ancora come voglio io”.
Biancu schierato alto a destra è stata una novità. Quando ha pensato a questa soluzione?
“Biancu è un calciatore fortissimo che può interpretare diversi ruoli, ci ho pensato subito già da martedì o mercoledì. Lui può dare anche una mano nella fase difensiva e penso che oggi abbia interpretato bene la gara”.
Quanto vale questa gara?
“Tre punti – risponde sarcasticamente il Mister –. Non dovevamo essere depressi prima e non dobbiamo esaltarci adesso. Siamo in una fase della stagione in cui conta più quello che faremo rispetto a quello che abbiamo fatto. Adesso bisogna diventare squadra, in momenti come questo il calcio passa in secondo piano. Ora bisogna uscire dal campo così come siamo usciti oggi e solo facendo così guarderemo al futuro in modo diverso”.
Mister rispetto al passato abbiamo visto un gioco più verticale.
“Le verticalizzazioni che avete visto sono state poche per quello che vorrei fare. Noi possiamo giocare molto ma molto meglio, l’importante è giocare guardando in avanti”.
Vedremo ancora il 4-3-3?
“Per ora la squadra non ha un modulo a cui aggrapparsi, abbiamo detto che possiamo azzerare e ripartire cercando la soluzione migliore. Sì, il 4-3-3 è il modulo che a me piace ma per ora l’obiettivo è dare continuità a questi ragazzi senza stravolgere le dinamiche di squadra”.
Per il modulo di gioco che lei vuole adottare i calciatori che ha a disposizione vanno bene?
“Devo conoscere ancora bene tutti gli elementi a disposizione. La squadra è assortita, poi se si può migliorare – come ha detto ieri il Presidente – la società saprà cosa fare”.
Termina qui la conversazione post gara con Marco Gaburro che saluta e se ne va. Martedì alla ripresa degli allenamenti lavorerà ancora per dare alla squadra una sua identità e per recuperare la fase fisica che per il gioco che ha in mente di praticare rappresenta un punto di partenza importante.
Un doveroso pensiero va ai ragazzi della Curva Mare, autentici rappresentanti di un calcio che onora e ricorda i suoi campioni. Oggi, l’omaggio al calciatore “sardo” per eccellenza, Gigi Riva, recentemente scomparso, è stato reso con uno striscione che esprimeva un commosso “Buon viaggio Gigi Riva”. Tuttavia, non è passato in secondo piano l’ossequio al “patrono” dello stadio olbiese: sotto la Curva Mare è stato ricordato Bruno Nespoli nel suo sessantaquattresimo anno dalla scomparsa con il messaggio “Nespoli in eterno”.

































