Una donna, un passato segnato dal rifiuto e dal silenzio. “Un talento ingombrante” è il documentario con cui la regista Melanja Palitta racconta la storia di sua zia, Silvana Secchi, artista per vocazione. Il film sarà presentato il prossimo 12 giugno alle 21:00 all’Archivio Mario Cervo di Olbia, in via Grazia Deledda.
“Silvana ha attraversato la vita con il peso del rifiuto del padre e i limiti imposti da una società patriarcale – racconta Palitta, regista e storyteller visiva olbiese, che vive ad Amsterdam -. La sua storia parla al presente: mostra come la protezione, a volte, possa diventare una forma di repressione emotiva”.
Il film intreccia immagini d’archivio e paesaggi della Sardegna, e restituisce un racconto che non offre risposte, ma pone domande. “Tra rinunce e colpa, Silvana ha conosciuto l’ombra della vita. Ma proprio lì si è aperto uno spiraglio, un messaggio di speranza che attraversa il dolore e lo trasforma”.
“Un talento ingombrante” è un’opera interamente autoprodotta, già selezionata al Toronto International Nollywood Film Festival e premiata al Madonie Film Festival. “Non è il mio primo documentario – spiega la regista – ma è il più lungo e articolato. Tra i miei lavori c’è, ad esempio, quello realizzato insieme ad Adolfo Maciocco e Fabio Tulli, dal titolo ‘What if’, sul tema della plastica, esposto al comune di Olbia nel 2019”.
Il documentario si rivolge a chi porta il peso di ruoli imposti, a chi ha confuso l’amore con la dipendenza, a chi cerca una nuova lingua emotiva. “Non risolve, ma apre. Non insegna, ma invita. Riguarda un’esperienza comune: la necessità di una nuova lingua emotiva, capace di dare voce al sentire umano, prima che sia frainteso, trascurato o azzittito. Una lingua che non assegni più al coraggio la durezza, e alla fragilità la vergogna”.
Le radici affettive e culturali del racconto sono legate alla Sardegna, terra d’origine della regista. “Olbia e l’isola sono nel cuore – spiega Melanja Palitta -. Torno ogni estate, richiamata dalla natura, dai profumi, dagli affetti. È un richiamo emotivo difficile da spiegare”.
































