Mentre nel panorama europeo dei trasporti arriva la temuta quanto inevitabile messa a terra degli aerei Ryanair a partire dalla mezzanotte di martedì 24 marzo su tutti i voli del gruppo (tranne poche eccezioni che riguardano Regno Unito e Irlanda), i rappresentati sindacali della Sardegna cominciano a zoomare il decreto legge emanato nella tarda nottata di ieri per l’emergenza sanitaria nazionale che in materia di trasporti aerei “lascia aperti tantissimi dubbi ed aperte altrettante perplessità”. Lo dichiara il segretario generale di Cgil trasporti Sardegna, Arnaldo Boeddu.
Secondo il segretario della FILT CGIL ci sono diverse cose da chiarire: “Il Ministero dei trasporti ha recepito i consigli formalizzati rispetto a dover emanare una capitolo ad hoc per la particolarissima quanto esclusiva condizione in cui si trovano i lavoratori dipendenti Air Italy. Infatti, qualora il MIT avesse fatto riferimento al Decreto Genova per concedere la cassa integrazione ai lavoratori dipendenti di questa compagnia, agli stessi sarebbe stata preclusa l’integrazione prevista dal fondo di solidarietà del trasporto aereo (FSTA)”.
Boeddu sostiene che “nel decreto il MIT ha risolto il problema della integrazione ma non quella della possibilità che la compagnia AirItaly possa anticipare la cassa integrazione in deroga. Per questo, e purtroppo in splendida solitudine, si sta battendo affinché tutti i lavoratori AirItaly possano avere l’indennità di Cigs in deroga anticipata dalla azienda”
Il segretario della FILT CGIL bacchetta alcuni colleghi sindacalisti e dichiara che ci sono “troppi dilettanti e demagoghi che millantano di rappresentare i lavoratori del settore e che fanno finta di occuparsi di un comparto strategico come quello del trasporto aereo, non fanno altro che promettere e fare danno. Se pensiamo che sino a qualche settimana fa alcuni sindacalisti/dipendenti dichiaravano che i dipendenti AirItaly erano 1.550 e non 1.453 la dice tutta sul grado di spirito di abnegazione rispetto a questa vertenza”.
E incalza: “Così come ancora oggi alcuni promettono la nazionalizzazione di AirItaly al pari di come sembrerebbe poter essere per Alitalia -, il leader di Cgil trasporti, Arnaldo Boeddu, ha più volte sostenuto che “il Paese Italia ha bisogno di un vettore tradizionale forte”. Per questo aveva detto fin dal primo momento (ma prima dell’emergenza sanitaria che ha travolto il nostro Paese), “che si dovesse costituire un fondo bilaterale per un esodo incentivato di settore con lo scopo di costruire una unica compagnia tradizionale italiana e poter, di conseguenza, cercare un importante vettore europeo come partner”.
































