Arzachena 23 agosto 2025 – Le minacce ricevute da ambienti anarchici non lo hanno fermato. All’indomani dell’attacco subito, Tommaso Cerno, direttore del quotidiano “Il Tempo“, è salito sul palco della rassegna Porto Cervo Libri per presentare il suo volume “A noi! Cosa ci resta del fascismo nell’epoca di Berlusconi, Grillo e Renzi”. Nel dialogo con il collega Giorgio Fresu ha ripercorso i temi centrali della sua analisi storica incentrata su passato e presente.
Che cosa ci resta del fascismo oggi? “Ci resta il conformismo, la vera base, la vera anima del fascismo – ha dichiarato Cerno -. Il fascismo noi lo vediamo raccontare come Mussolini, come le camicie nere, come un momento che l’Italia ha studiato e conosce molto meno di quanto pensa, ma la sua natura di base era l’idea che esistesse un’unica visione del mondo, un’unica visione dell’autorità. Oggi dobbiamo domandarci chi eredita questa visione monolitica, chi pretende che la verità sia una e che gli altri siano i cattivi. Secondo me oggi la sinistra è il nuovo fascismo”.
Sul pubblico a cui è rivolto il libro, il giornalista ha aggiunto: “Dovrebbero leggerlo tutti quelli che vogliono capire perché non era poi così strano che si tornasse a parlare di queste cose e che si attribuisse a una destra che sta cercando da molti anni quella pacificazione che la sinistra oggi invece allontana. Quest’anno ho visto ritornare le bandiere dei titini nel Giorno del ricordo dopo un percorso durato vent’anni per riuscire a rimettere insieme quei pezzi della storia della seconda guerra mondiale. Quindi dovrebbe leggerlo soprattutto la sinistra, la sinistra che accusa la destra di un fascismo di cento anni fa e non si rende conto di essere la portatrice sana, anzi anche un po’ malata ormai, di quello di oggi”.
La presentazione rientra nella rassegna organizzata dal Consorzio Costa Smeralda, parte del calendario culturale dell’estate a Porto Cervo dedicata ad autori e protagonisti del giornalismo e della letteratura italiana.
































