L’atmosfera dell’Agnata, con il pergolato d’ingresso che si apre sul casale ricoperto di vite canadese e immerso nella macchia mediterranea, è un qualcosa di unico e in ogni scorcio sembra di rivedere e sentire Fabrizio de André. Un luogo che con la sua energia ospita dal 2005 uno degli appuntamenti più partecipati del festival Time in Jazz di Paolo Fresu.
Negli anni, artisti del calibro di Morgan, Ornella Vanoni, Gianmaria Testa, Gaetano Curreri, Daniele Silvestri, Giuliana De Sio e lo stesso Cristiano De André hanno realizzato spettacoli che sono entrati nella storia del Festival.
Quest’anno il pubblico, come sempre numerosissimo, ha partecipato, sull’anfiteatro naturale del prato dell’Agnata, al concerto di Tosca accompagnata da Giovanna Famulari al violoncello, Massimo de Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alle percussioni.
La cantante romana ha portato in scena diversi brani del suo repertorio, con un sound che spaziava da sonorità brasiliane ai ritmi gitani di Rumania Rumania fino all’esecuzione di Piazza Grande di Lucio Dalla.
Nella seconda parte della sua esibizione Tosca ha interpretato alcuni brani di Fabrizio De André, in un crescendo di emozioni che ha coinvolto il pubblico e la cantante stessa.
Ha recitato l’Ave Maria de la buona novella, mentre Amore che vieni amore che vai è stata accennata in versione strumentale. Il gorilla, che De Andrè compose reinterpretando il cantautore francese Georges Brassens, è stata cantata con il coinvolgimento e la partecipazione attiva del pubblico.
Molto toccante l’esecuzione di Hotel Supramonte, che racconta la drammatica esperienza del sequestro di cui Fabrizio de Andrè e Dori Ghezzi furono vittime proprio a l’Agnata nell’agosto del 1979.
Paolo Fresu ha interpretato con Tosca El dìa que me quieras, già pubblicato sul disco Tango Macondo, e assieme hanno concluso il concerto sulle note e il testo di “Sienda”, un brano di Rosa Resolza, ultimo album di Andrea Parodi realizzato in collaborazione con Elena Ledda.
































