Tempio Pausania 29 luglio 2025 – Oggi, a 42 anni da quella tragica giornata, la comunità si stringe nel ricordo delle nove vittime dell’incendio che devastò la collina di Curragghja, lasciando dietro di sé non solo cenere e feriti, ma anche un segno indelebile nella memoria collettiva.
Era il 28 luglio 1983 quando le fiamme, alimentate dal vento e da condizioni climatiche estreme, trasformarono una calda giornata estiva in un incubo. Nove persone persero la vita, molte rimasero ferite, e altre furono costrette ad abbandonare le proprie case, mentre la collina bruciava per ore sotto lo sguardo impotente dei soccorritori.
Questa mattina, alle ore 11:00, presso il salone di rappresentanza del palazzo comunale, autorità locali, familiari delle vittime, cittadini e volontari si sono ritrovati per una cerimonia di conferimento della tessera di socio onorario ai superstiti degli eventi del 28 luglio da parte di ANFOR, l’Associazione nazionale Forestali – sezione Sardegna/Sicilia.
Il programma commemorativo nel pomeriggio prevede:
alle ore 17.30 la deposizione di una corona d’alloro presso il Monumento funebre dedicato ai Caduti nel cimitero cittadino.
Alle ore ore 18.00 Santa Messa presso la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore, a seguire ore 19.15 in viale Kennedy e collina di Curragghja Corteo per la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento commemorativo con la partecipazione della Banda musicale Città di Tempio.
Un momento di raccoglimento ma anche di riflessione, nel luogo dove tutto accadde: lì la natura sta lentamente rinascendo ma il dolore rimane vivo.
Il ricordo avrà il suo epilogo alle ore 20.15 nel parco inclusivo di Rinaggiu con un concerto rievocativo che sarà aperto dal cantautore Roberto Acciaro con la canzone inedita “28 luglio 1983“, seguirà il Coro Gabriel con la partecipazione dei Cori di Bonarcado, Cuglieri, Santu Lussurgiu, Scano di Montiferro, Seneghe, Sennariolo.
Il sindaco Gianni Addis, durante il suo discorso, ha ricordato l’importanza della memoria: “Ricordare non è solo un dovere verso chi ha perso la vita, ma è anche un impegno verso il futuro. Non possiamo permettere che tragedie simili si ripetano.”
Negli ultimi anni, la piaga degli incendi boschivi continua a minacciare territori in tutta la Sardegna. In un contesto di cambiamento climatico, siccità crescente e atti dolosi, il rischio rimane altissimo. Non si tratta solo di emergenze ambientali, ma di vere e proprie ferite sociali, che colpiscono comunità intere.
Molto è stato fatto in termini di prevenzione, con nuove tecnologie, campagne di sensibilizzazione e la preziosa attività dei vigili del fuoco e della protezione civile. Ma resta ancora molto da fare, soprattutto sul fronte della responsabilità individuale.
Quindi più educazione ambientale, vigilanza e rispetto del territorio, queste sono le armi più potenti che abbiamo contro una minaccia che ogni estate torna a farsi sentire. Oggi il suono del maestrale tra gli alberi – tornati a crescere – ricorda che la natura, se rispettata, sa guarire ma non dimentica.

































