Chi arriva prima in spiaggia piazza il proprio ombrellone e a seguire tutti gli altri si dovranno adeguare. La regola è una sola: la distanza non può essere inferiore a 3,30 metri lineari uno dall’altro (un ombrellone ogni 10 mq). Lo ha comunicato il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, nel corso di una teleconferenza.
“Saranno gli stessi cittadini a vigilare sulla distanza corretta – ha detto il sindaco -. E in caso di inottemperanza saranno sempre i cittadini a chiamare le forze dell’ordine per denunciare coloro non si adegueranno perché in ballo c’è la salute individuale”. Ovviamente nessuno potrà piazzare l’ombrellone e andare via. Quest’anno la caccia ai furbetti sarà ancora più serrata. In questo senso valgono le ordinanze precedenti che già regolavano la distanza dalla riva e il divieto di lasciare ombrelloni e sdraio incustoditi dall’alba al tramonto.
Ovviamente la norma della distanza riguarda anche chi non usa l’ombrellone ma stende il telo sulla sabbia. Vale la stessa regola dei 10 mq.
Nizzi ha anche ribadito che non ci sarà nessuna spiaggia a numero chiuso ma la stessa distanza tra gli ombrelloni sarà valida anche negli stabilimenti balneari in concessione. “Abbiamo siglato un accordo con l’associazione Mari di Tarranoa e fatto richiesta all’assessore regionale degli Enti Locali – ha detto Nizzi – per assegnare una fila in più ai concessionari nella parte opposta alla battigia per recuperare in parte lo spazio perso ma anch’essi dovranno mantenere la stessa distanza di 10 metri quadri. Al tempo stesso saranno normati anche i servizi di somministrazione di cibo e bevande”.
Per quanto il bagno in mare la distanza da un bagnante all’altro è fissato in 1,5 metri.































