Il dopo partita di Olbia Spal è bello ricordarlo per il saluto di Daniele Dessena che dopo la gara di oggi chiude definitivamente con il calcio giocato e lascia aperte le porte della sua esperienza per un futuro ancora da definirsi, sicuramente nel calcio ma non dietro una scrivania.
L’ambiente della sala stampa è ricco di giornalisti e addetti alla comunicazione, l’emozione forte si taglia a fette e lui, Daniele Dessena da Parma riesce a stento a trattenere il patos del momento.
“Smetto di giocare perché è arrivato il momento giusto”. Dichiara il veterano centrocampista di Cagliari, Parma, Sampdoria, Brescia, Pescara, Entella e Olbia.
“I miei compagni mi hanno chiesto perché smettere dopo una retrocessione ed io dico che avrei smesso anche se non fossimo retrocessi. Sento di aver dato tutto e questo per me vuol dire tanto, poi smettere di giocare in Sardegna era l’obiettivo che mi ero posto dopo dieci anni di Cagliari e quasi due di Olbia. In Sardegna mi sono sempre sentito di casa e ci tenevo a porre la parola fine al calcio giocato proprio qui, tra questa gente”.
Le parole di Daniele Dessena vengono pronunciate con un po’ di fatica ma con altrettanta determinazione.
“Questa è una decisione che non vuole essere interpretata come un abbandono della nave che affonda, non lascio perché voglio tirarmi fuori da questa brutta situazione ma penso di aver dato tutto ciò che potevo dare. Questa retrocessione purtroppo mi segnerà per tutta la vita, capisco la rabbia dei tifosi che rimarranno sempre nel mio cuore. Non lo dico per piaggeria ma è la verità. Mi hanno sempre dato tanto e io ci tengo tantissimo all’Olbia e per questa maglia quest’anno ho perso anche tante ore di sono ma mi sento orgoglioso di averla indossata. Il calcio è anche questo”.
Prosegue poi dicendo “Ci tengo a ringraziare tutti i miei compagni di squadra a cui ho dato tanto e mi hanno dato tanto, un pensiero va verso mia moglie, mio figlio Tomaso e l’altro figlio che nascerà ad agosto. Mio padre, mia madre, mia nonna – parole pronunciate a stento e rotte dall’emozione – e tutti”. Qui si leva l’applauso dalla sala stampa che cattura il momento particolare.
“Vado via e senza rimpianti e con la consapevolezza di essere stato sempre uomo con la coscienza a posto. Ci ho pensato durante la stagione anche se sei mesi fa ho firmato il prolungamento del contratto, ma ci sta a 37 anni (da compiere il 10 maggio) è giusto così. Escludo un eventuale ripensamento. Questa è la decisione che ho preso, da oggi inizierà per me una nuova vita, spero di restare ancora nel calcio da allenatore. Da oggi si riparte, la vita ti regala sempre qualcosa”.
Si chiude così l’avventura di un calciatore che ha girovagato un po’ per la penisola ma che è rimasto eternamente legato alla Sardegna. Un onore per lui e per l’Olbia aver chiuso la sua esperienza da calciatore con la maglia bianca. Ciao Daniele e grazie per quello che hai fatto.

































