CISL e CISL Scuola Olbia Tempio esprimono preoccupazione per il futuro della scuola gallurese.
“Ci si chiede – si legge nella nota firmata dal segretario generale di CISL Gallura, Mirko Idili e dalla segretaria generale di CISL Scuola Gallura, Marina Catte – come, dopo le rassicurazioni da parte della Regione Sardegna che aveva a gran voce sottolineato che nessun punto di erogazione e nessuna classe e sezione sarebbe stata chiusa ci ritroviamo, come spesso è stato, ad essere la realtà che in termini di perdite di posti di lavoro del comparto scuola deve sempre pagare il prezzo più alto.
Auspichiamo di poterci confrontare su come costruire un modello di scuola necessariamente diverso dopo lo tsunami che ha portato i nostri bambini a stare chiusi in casa per oltre due mesi. Ci aspettiamo di poter parlare di un modello di scuola dell’inclusione, di una comunità educativa che si fa carico dei suoi alunni favorendone la crescita e l’apprendimento armonico in un contesto di sicurezza.
L’auspicio è quello di poterci confrontare sui bisogni dei ragazzi più fragili, su come poter organizzare una didattica che tenga conto dei tempi di apprendimento diversi, più distesi e di come conciliare tutto questo con l’impossibilità di garantire il prezioso ausilio del docente di sostegno a distanza.
Bene ha fatto l’assessore Biancareddu ad anticipare negli scorsi giorni di voler rivedere il piano di dimensionamento scolastico e riaprire i plessi chiusi nelle zone interne e garantire la formazione di classi con meno di 18 alunni.
Siamo convinti che bisogna ripartire da un Patto forte con il Territorio, una vera e propria Alleanza educativa tra Scuola, Formazione Professionale, Associazioni, Enti locali, parti sociali e comunità in modo da consentire la possibilità di aumentare l’estensione degli interventi formativi aldilà della necessità di contenere il numero degli alunni presenti contemporaneamente a scuola, in una realtà in continua crescita demografica a differenza di altre zone della regione.
Ed allora è necessario pensare ad un forte investimento sugli organici del personale scolastico in quanto sarà obbligatorio garantire spazi adeguati al fine di consentire standard di sicurezza adeguati ed un altrettanto importante investimento sulle infrastrutture tecnologiche al fine di eliminare al massimo il cosiddetto “digital divide” e cioè il divario digitale tra chi ha effettivo accesso alle tecnologie e chi invece non ce l’ha.
Ed allora è di questi temi che vogliamo parlare in una logica che sia il più possibile inclusiva per i nostri bambini e che consenta loro pari condizioni e diritti di cittadinanza rispetto alle realtà più avanzate del Paese. Di questo vogliamo parlare e non di accorpamenti di classi e di chiusure di scuole”.































