ARZACHENA 19 luglio 2025 – L’incuria e lo stato di abbandono avvolgono lo stabile che dovrebbe ospitare la nuova sede del commissariato di Porto Cervo, ma le cause non sono da imputare ad ostacoli tecnici o a lungaggini burocratiche bensì a scelte politiche.
È questa l’accusa condivisa con un video pubblicato sui propri canali social dal consigliere di minoranza Fabio Fresi, che lancia un attacco diretto alla giunta di Roberto Ragnedda.
Lo stabile di Liscia di Vacca è stato acquisito al patrimonio comunale a seguito di una sentenza che ha concesso al comune di Arzachena la piena disponibilità del fabbricato, realizzato abusivamente su standard comunali.
La vicenda risale agli anni ’90, quando il comune avviò la procedura per la repressione di abusi edilizi contro la Liscia di Vacca srl, per la realizzazione di un fabbricato difforme alla concessione edilizia n.30 del 1994.
A seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 2019, il comune smeraldino ha deciso di destinare a interesse pubblico l’immobile, individuato come nuova sede del commissariato di Porto Cervo, ospitato attualmente nei locali dell’ex ostello della gioventù di Cannigione.
Fabio Fresi, che ricopriva il ruolo di assessore ai lavori pubblici nella precedente amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ragnedda, cita una delibera di giunta del 2020 con la quale il comune gallurese si impegnava a completare l’opera, avvalorata da incontri a Roma con il sottosegretario al Ministero dell’Interno.
“È stato un percorso fatto di atti concreti e interlocuzioni con ministero, prefettura e questura – dichiara Fabio Fresi – ed è stato presentato un progetto preliminare aggiornato su richiesta del ministero”.
Il tutto, secondo Fresi, si sarebbe fermato nel 2022, con il cambio dell’amministrazione comunale. Una maggioranza che inizialmente comprendeva anche i consiglieri Cudoni, Fresi e Pileri, successivamente esautorati e relegati all’opposizione.
Il consigliere tuona contro l’attuale maggioranza che avrebbe deciso di bloccare l’opera a causa di pareri discordanti sul luogo che dovrebbe ospitare la nuova sede del commissariato.
“Il commissariato di Porto Cervo è così riconosciuto nelle mappe del Ministero dell’Interno – puntualizza Fresi – e se si dovesse decidere di cambiare l’ubicazione si correrebbe il rischio di perderne la titolarità che verrebbe trasferita ad Olbia“.
Di parere opposto il sindaco Ragnedda che nelle scorse settimane ha assicurato il comodato d’uso gratuito della sede di Cannigione fino a giugno 2026.
“Arzachena non vuole perdere il presidio della Polizia di Stato – afferma il sindaco -. Abbiamo invitato più volte con forza il Ministero dell’Interno alla ricerca di immobili da adibire a sede permanente, o a formalizzare un contratto a locazione onerosa per l’attuale struttura comunale. Si è pensato ad un possibile trasferimento in una costruzione da riqualificare acquisita al patrimonio comunale in località Liscia di Vacca. Purtroppo il Ministero ha confermato che quest’ultima opportunità non è più percorribile per legge. Si configurerebbe, infatti, il caso di locazione di cosa futura”.
Un tema spinoso quello del commissariato di Porto Cervo, presidio strategico per la sicurezza della destinazione turistica più importante dell’isola che sarà probabilmente oggetto di discussione nelle prossime sedute del consiglio comunale.
































