“In agosto si è materializzata improvvisamente la crisi dei Laboratori della Assl 2: carenze di organico, impossibilità di far funzionare al 100% buona parte della strumentazione tecnica, tempi abissali per la predisposizione dei risultati, una situazione al limite della sopravvivenza”. È quanto si legge in una nota inviata dalla Segreteria Generale della Funzione Pubblica Cgil, a firma di Luisella Maccioni.
“In questa catastrofe interviene con parole di pietra l’assessore: entro poco tempo personale adeguato. Abbiamo lasciato decantare, per qualche tempo, perché l’esposizione dell’assessore è stata tale da aspettare i tempi dovuti per verificare il mantenimento delle promesse effettuate.
Ma nulla è stato fatto: solo un comunicato della Direzione Assl che diceva – I laboratori sono aperti (non ci risulta che siano stati mai chiusi) -. Per dare risposte concrete non solo ai cittadini ma anche ai lavoratori, i primi devono attendere lunghe settimane per poter avere risposte alle analisi, i secondi costretti a sopportare gravosi carichi di lavoro dovuti a ormai endemiche carenze di personale e alla impossibilità di usare una serie di macchinari.
Sarebbe bastato verificare quanto personale è attualmente in servizio per rendersi conto che con 10 operatori non è possibile far funzionare degnamente un servizio che oltre a dare risposte al Presidio Ospedaliero deve dare risposte anche al territorio.
Ma leggendo quanto fatto dall’assessore nei primi 100 giorni – sostiene Luisella Maccioni – ci si rende conto che la programmazione per la copertura delle vacanze organiche non è neppure stata menzionata come esigenza impellente della Sanità sarda, figuriamoci se si è ragionato sul laboratorio della Assl di Olbia.
Eppure con un semplice incremento di sole 6 unità il laboratorio avrebbe potuto avere un organico minimo per il suo funzionamento e garantire ai cittadini un servizio adeguato, permettere ai lavoratori di poter effettuare la loro prestazione con tranquillità e sicurezza ed in ultima analisi ridare dignità e qualità alla sanità pubblica.
Ma forse – conclude la segretaria della FP Cgil – questo ragionamento non rientra nelle idee del nuovo assessore. Noi pensiamo che l’universalità della sanità sia un bene da difendere e da rilanciare ed è per questo che continuiamo ad insistere affinché la Gallura e i suoi ospedali ritornino ad aver la dignità sanitaria necessaria”.
































