Non si placano i disservizi e i problemi legati alla sanità in Gallura. Da alcune settimane infatti Palau è di fatto senza medici di base.Il medico condotto Gino Meloni e Attilia Pintus sono andati in pensione ma i loro posti sono rimasti vacanti, provocando notevoli disagi alla popolazione.
Attualmente è attiva solo una sostituzione da parte del medico iraniano Karim Mindil Abdali, che riceve i pazienti un’ora al mattino o al pomeriggio nelle giornate di lunedì mercoledì e venerdì.
Una situazione che sta esasperando la comunità palaese, costretta a rivolgersi ai medici dei centri vicini anche solo per la somministrazione di ricette e impegnative mediche.
Alcuni cittadini hanno segnalato di non aver potuto acquistare in farmacia medicinali salvavita per l’impossibilità di fornire la prescrizione medica, non escludendo, a questo proposito, di sporgere denuncia ai Carabinieri se la problematica non verrà risolta in tempi brevissimi.
Dal sito Sardegna Salute l’unico dottore disponibile a Palau per la scelta del medico di base è Karim Mindil Abdali, che ha in carico 911 pazienti su un massimo di 1500 e non potrà in ogni caso prendere in carico tutti gli assistiti rimasti sprovvisti di medico.
Gli altri in lista hanno la sede ad Arzachena e Sant’Antonio di Gallura, con inevitabili problemi per i tanti pazienti che non hanno la possibilità di spostarsi da un paese all’altro per le diverse necessità di carattere sanitario.
Chi fosse impossibilitato a scegliere il medico tramite il sito Sardegna Salute potrà farlo di persona negli uffici Asl di Palau, ma la prossima apertura è in programma fra una settimana, il 14 dicembre.
Le criticità della sanità in Gallura, fra cui la carenza di medici di base, erano state oggetto di dibattito lo scorso mese di settembre nel consiglio comunale aperto di Arzachena, con la presenza dell’assessore regionale alla sanità Carlo Doria e del direttore dell’Asl n.2 Gallura Marcello Acciaro.
L’assessore Doria nel suo intervento aveva spiegato come uno dei motivi delle criticità del settore sanitario fosse il numero ridotto di scuole di specializzazione, che determinava un quantitativo insufficiente di medici da inserire nel mercato del lavoro.
A questo si aggiungeva, a detta dell’assessore, la scarsa appetibilità di alcuni territori dell’isola (fra cui la Gallura) per il personale medico, che preferisce scegliere aree urbane e metropolitane rispetto a sedi periferiche.
Problematiche irrisolte a distanza di mesi, che ricadono pesantemente sulla cittadinanza, privata in questo caso di uno dei diritti fondamentali, quello alla salute.
































