OLBIA. Riparte l’attività dell’Area Marina Protetta. Questa mattina, durante la conferenza stampa organizzata a bordo della motovedetta della Guardia Costiera di fronte al faro dell’Isola Bocca, il direttore marittimo del nord Sardegna Giorgio Castronuovo, il nuovo presidente dell’AMP Massimo Canu e l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Marco Porcu hanno fatto il punto su un’area che si rinnova ed entra in una nuova fase.
Dall’incontro è emersa la necessità di valorizzare l’AMP grazie alla collaborazione delle varie amministrazioni che operano tra i suoi confini. “Vogliamo mettere a sistema i tre Comuni che gestiscono l’area (Olbia, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro). Una zona di grande pregio e di cui dobbiamo studiare i limiti di capacità per lavorare sul suo sviluppo turistico – ha detto Porcu -. Per un po’ di tempo quest’area non poteva contare sugli organi gestionali ma oggi esiste un organo politico che la governa e la Regione è disponibile con il supporto tecnico per capire i limiti senza precluderne lo sfruttamento turistico ed economico. Se fosse necessario – ha sottolineato l’assessore – si potrebbe pensare a contingentare gli accessi, sempre in modo ragionevole. Una politica che la Regione sta utilizzando anche in altre parti dell’Isola”.
Una zona molto estesa ma controllata grazie al preciso e attento lavoro della Direzione Marittima che opera in tutto il nord Sardegna. “L’illecito maggiormente riscontrato riguarda l’incremento degli acquascooter, un fenomeno che ci mette in grandissima difficoltà – ha dichiarato il comandante Castronuovo – e che si è intensificato con l’aumento degli arrivi, tra il 15 e il 20 per cento. Sono mezzi che vengono messi in acqua in pochi istanti e poi riportati a bordo degli yacht in altrettanto breve tempo. Per questo è difficile identificare il responsabile. Nonostante ciò ci siamo attrezzati e abbiamo operato nel miglior modo possibile sanzionando gli illeciti che in totale hanno superato i 50mila euro.
In un territorio così vasto dove insistono quattro marine protette – ha proseguito il direttore marittimo nord Sardegna che ha sottolineato l’importanza della direttiva di coordinamento per la sinergia tra i Comandi della Sardegna settentrionale e gli enti locali per la tutela dell’ambiente – lavoriamo in stretta collaborazione anche con l’AMP attraverso un dialogo proficuo e quotidiano, e sensibilizziamo frequentemente diportisti e giovani studenti indicando le pratiche virtuose da seguire”.
Secondo il presidente dell’Amp Massimo Canu, oltre all’aspetto sanzionatorio occorre coltivare una coscienza collettiva. “È fondamentale far comprendere alle persone che l’ambiente è patrimonio di tutti – ha affermato -. La nostra rivoluzione sta nella misura in cui faremo attecchire questa convinzione. L’Area Marina Protetta è sempre più rivolta al concetto di noi e l’interesse privato è subordinato a quello pubblico. Dobbiamo sapere cosa è lecito fare innanzitutto per coscienza”.
































