I Riformatori hanno inviato una precisazione, anche se nel documento non viene citato alcun partito, in merito alle dichiarazioni del coordinatore di Forza Italia Giuseppe Fasolino che sabato scorso ha annunciato la composizione della coalizione di Centro Destra. “Abbiamo partecipato al tavolo di confronto – scrivono i Riformatori – con l’intento di creare un gruppo forte, basato sulla necessità di essere alternativi in particolare alle attuali politiche del Governo Regionale”.
“Olbia – si legge nel documento firmato dal coordinatore provinciale Giovanni Pileri e da Mario Orrù, responsabile cittadino- ha bisogno di risposte urgenti ed appropriate su temi importanti tra i quali in primis la risoluzione dei gravi problemi Idrogeologici garantendo alle famiglie sicurezza , un futuro certo , un’efficiente progetto di sostegno del sistema scolastico e Sanitario, una politica sui trasporti e il rilancio del turismo e dell’artigianato come motore trainante dell’economa Olbiese.
Per raggiungere questi obiettivi è necessario creare una squadra forte lasciando da parte le ambizioni personali e mettendosi al servizio della propria Comunità.
Non Riteniamo quindi necessario aggiungere dei distinguo che avrebbero solo lo scopo di dividere piuttosto che unire. Auspichiamo che si formi un tavolo che possa vedere la partecipazione e la riunificazione di tutte le forze politiche possibilmente appartenenti al centrodestra olbiese nonché la partecipazione di gruppi civici organizzati .
A noi, al momento, non risulta che il tavolo di trattativa abbia fatto alcuna scelta sulla figura del Sindaco e comunichiamo che presenteremo anche noi una nostra candidatura che potrebbe essere femminile. Il nome del Sindaco dovrà essere quindi definito scegliendo la figura che possa al meglio rappresentare la Comunità e avere le caratteristiche e le capacità di portare a compimento il progetto ambizioso di rilancio della Città di Olbia .
Qualora avvengano forzature di parte o strategie che indeboliscono il progetto, ci vedremo costretti a ricercare alternative al tavolo di confronto oggi in discussione”.































