Su Olbianova alcuni giorni fa mi ha colpito la notizia che l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, ha ricorso al TAR per chiedere di non effettuare il “referendum” della città di Olbia col quale si chiede ai cittadini di esprimersi se vogliono, in caso di piogge eccessive, che tutta l’acqua entri in città, come prevede il piano Mancini, che tra l’altro distruggerebbe il tessuto urbano, o resti fuori dalla città, in concomitanza con le le votazioni regionali del 24 febbraio.
Chissà perché mi è venuta in mente l’immagine di manzoniana memoria dei bravi che imponevano a don Abbondio “Questo matrimonio non sa da fare….”. Il bravo dei giorni nostri non ha aggiunto “…né ora né mai”, ma la votazione non deve coincidere con le regionali. Il motivo è facilmente intuibile e lo aveva già applicato Renzi a proposito delle trivellazioni in Abruzzo. Noi italiani non siano come gli svizzeri abituati ad esprimere il loro parere con i referendum su qualsiasi problema locale o nazionale.
I nostri referendum, anche se andati a buon fine (vedi quello sulla pubblicizzazione dell’acqua). non vengono attuati, per cui, se fatti separatamente da una votazione più importante, non raggiungono il quorum e, voilà, il gioco è fatto. Il piano Mancini “sa da fare”, voglia o non voglia la maggioranza dei cittadini olbiesi. In ogni caso è meglio non far loro esprimere un parere. Nei Promessi sposi i Bravi avevano agito in coppia; nei tempi moderni, invece hanno agito separatamente.
Il precedente Assessore, conoscendo le intenzioni del sindaco Nizzi, appena eletto, lo ha commissariato, esautorandolo completamente da qualsiasi decisione su questo argomento (durante il fascismo se le tue idee non erano compatibili con quella ideologia, ti davano una buona dose di olio di ricino, attualmente ti commissariano, ma il risultato è lo stesso).
Il secondo e attuale Assessore, fregandosene anche delle spese che comporta (tanto non paga lui), non vuole che i cittadini olbiesi esprimano una loro opinione , temendo che sia a suo sfavore.
Cerchiamo ora di capire perché quel progetto è ancora di là da venire.
Già in altre mie lettere ho citato D.llgs n. 152/2006 “Valutazione di impatto ambientale” (VIA) che sta bloccando il progetto Mancini.
Il Consiglio Comunale precedente, per la fretta e prima che qualcuno potesse informarsi, ha fatto il contrario di quello che la legge prevede. Infatti l’art. 4 comma 1 lett.a) 1) recita “Garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente” ( invece lo si vuole distruggere con la creazione delle vasche e l’allargamento dei canali nel centro urbano, dove le case sono costruite direttamente sugli argini senza che vi siano neppure le fasce di rispetto per la manutenzione); il comma n. 4 afferma ”Assicurare che venga comunque effettuata la valutazione ambientale dei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente” (è stato fatto?, no!).
Sempre all’art. 4 comma 1 lett. b) 1) si dice “…………le procedure di valutazione di impatto ambientale dovranno tenere conto del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista ambientale, economico e sociale” (invece si vuol attuare a tutti i costi quel progetto); al n.3 si afferma. “Anticipare le procedure di valutazione di impatto ambientale alla prima configurazione sottoponibile ad un esame esauriente del progetto di intervento da valutare” (anzi, come vedremo, è stato approvato molto prima che si parlasse della VIA); al n. 5 è detto esplicitamente”Favorire la partecipazione del pubblico nell’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale” (cosa che la scorsa Amministrazione ha omesso di fare;anzi se non fosse stato per il nostro Comitato tutto sarebbe passato in silenzio ed uno dei modi per favorire la partecipazione è il referendum, che è stato fatto in alcuni paesi lungo il Seveso, ad esempio Lentate, quindi Nizzi non ha inventato nulla).
Ma dello stesso articolo sono fondamentali i successivi commi. Il comma 3 afferma“………………I provvedimenti di approvazione adottati senza la previa valutazione strategica, ove prescritta, sono nulli.” Dell’ stesso tono è il comma 4.
Ma perentorio è Il comma 5 che recita “la procedura per la valutazione di impatto ambientale costituisce, per i progetti di opere ed interventi ad essa sottoposti, presupposto o parte integrante del procedimento ordinario di autorizzazione o approvazione. I provvedimenti di autorizzazione o approvazione adottati senza la previa valutazione di impatto ambientale, ove prescritta, sono nulli”.
Dopo quanto su esposto, vediamo come si è comportato il Sindaco e il Consiglio Comunale della precedente legislatura.
Per oltre due anni, ben oltre il periodo di emergenza concessogli dalla legge , ha nicchiato, poi improvvisamente l’8 marzo 2016 con delibera consiliare 25/16 approva il Piano Mancini a maggioranza (solo che la reale maggioranza era di 28 consiglieri, ma ad approvare la delibera erano in 14 più il Sindaco,; gli altri erano assenti o non votanti per non essere coinvolti in eventuali responsabilità , come mi ha confessato uno di loro “Non sogu maccu”). Da allora il progetto era stato dato per approvato da tutti ed anche dalla maggior parte degli organi di comunicazione.
Mi chiedo “Ma è mai possibile che i tecnici comunali ignorassero il D.lgs 12/2006?”. L’Assessore Careddu, candidato a sindaco, era stato invitato, poco prima delle votazioni, a ritirare quel piano per le numerose criticità che presentava. Ma fece orecchie da mercante. Il piano, nel frattempo, subiva numerose modifiche a seguito delle Osservazioni fatte dai cittadini; Osservazioni che venivano respinte dallo stesso prof. Mancini che fungeva da controllore e controllato, come si usa nella nostra bella Italia.
Tanto prima o poi passa, Purtroppo per loro ancora qualche funzionario regionale crede nella responsabilità, tant’è vero che il piano Mancini è ancora in attesa, per l’ennesima volta, dell’approvazione della “Valutazione di impatto ambientale”, per i motivi su elencati dell’art. 4 che non sono stati rispettati.
Un’ultima osservazione e domanda al consigliere 5S Roberto Ferinaio :” Perché, se il referendum è una falsa notizia, il Commissario nonché ing. Balzarini si è rivolto al TAR per non far effettuare il referendum in concomitanza con le elezioni?”.
E ancora, prima delle elezioni, quando giravate nel nostro quartiere, vi proclamavate contro il piano Mancini e Lei mi aveva detto di avere fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Tempio prima di me, le chiedo:”Perché essendo all’opposizione avete cambiato completamente parere? Forse non volete smentire il vostro ministro Di Maio?”.
Cari concittadini, anche se il TAR, dovesse posticipare il referendum, andiamo a votare SI perchè l’Acqua in eccedenza alla normale portata dei nostri ruscelli e canali, resti “Fuori da Olbia” . Non facciamo i pigri, Il referendum serve a dimostrare come la pensano gli olbiesi e di questo loro hanno paura!
Lettera di Alessandro Facchini
Membro del Comitato Salvaguardia Idraulica di Olbia “Fuori l’Acqua da Olbia
































