Olbia 2 ottobre 2025 – Nell’aula del Consiglio provinciale di via Nanni si è svolto il passaggio della campanella che sancisce il ritorno dall’amministrazione straordinaria a quella eletta. Alla cerimonia hanno preso parte i dipendenti, ai quali si sono rivolti costantemente l’ex commissario Rino Piccinnu e il neo presidente Settimo Nizzi.
Piccinnu ha ricordato le difficoltà affrontate dalla Provincia: “Vorrei ringraziarvi tutti. Una cosa è creare una Provincia, altro è resuscitarla che, come ben sapete, è molto più difficile e complicato visto che l’ente da vent’anni è senza guida. So che siete stati abbandonati da Sassari. Qui non veniva nessuno a trovarvi e non avevate indicazioni per lavorare. Poi con l’arrivo di dirigenti e della segretaria le cose sono cominciate a cambiare”. Ha poi aggiunto: “Abbiamo fatto tante cose e tante restano ancora da fare. Speriamo che il prossimo anno, grazie all’inserimento in Finanziaria di una somma per la capacità assunzionale, si possa arrivare al raddoppio del personale attuale”.
Nizzi ha espresso gratitudine per l’impegno dei dipendenti e per il lavoro svolto da Piccinnu e Giampiero Scanu, “che hanno operato in tutte le fasi cruciali della ‘suddivisione dei pani e dei pesci’, con la Provincia di Sassari”.
Il nuovo presidente ha poi criticato la legge elettorale delle Province: “Purtroppo questa legge è bruttissima, visto che uno che ha già un altro ruolo importante deve assumerne un altro. Non trovo giusto che si venga eletti con i soli voti dei consiglieri, però la legge è questa e a questo ci dobbiamo attenere”.
Rivendicando l’autonomia del territorio, Nizzi ha proseguito: “Da sempre abbiamo pensato che la Provincia di Sassari fosse matrigna. Ricordo tutte le battaglie fatte negli anni fino a quando non siamo riusciti a crearci il nostro piccolo ambito. Oggi finalmente possiamo programmare da soli. Noi dobbiamo difendere il nostro territorio e voi – sempre rivolgendosi ai dipendenti – dovete capire che non siete più soli e che ora avete un interlocutore”.
Infine ha ribadito il ruolo centrale delle Province: “I risultati che noi riusciamo ad ottenere sono quelli che trasferiamo alla nostra gente. Che le Province fossero da cancellare io non sono d’accordo, dico che semmai sarebbero le Regioni da cancellare perché spesso legiferano in contrasto con il legislatore nazionale creando ricorsi e caos. Le Province, invece, sono vicine ai cittadini”.
































