In vista del Consiglio Comunale aperto, convocato per il prossimo 29 aprile, il Consorzio dei Molluschicoltori prende posizione e si schiera apertamente contro la realizzazione del deposito di GNL e in generale contro il progetto di Enerclima 2050.
“Senza se e senza ma diciamo No Grazie, come già avvenuto nel lontano 1962 quando venne proposto un insediamento petrolchimico, trattandosi anche stavolta di un pericoloso deposito di sostanze infiammabili con annessa Centrale termo elettrica, che distruggerebbe in un attimo la vocazione naturale del nostro Golfo e la sua reputazione ambientale”
In consorzio nel circostanziato documento inviato alla stampa sostiene di aver “esaminato attentamente le relazioni predisposte dallo stesso proponente (Enerclima 2050, ndr) e disponibili per tutti sul sito ministeriale. In primis, la sola presenza visiva di un deposito alto 45 metri e largo 50 metri (un nuovo Palazzaccio insomma) modifica e infastidisce la skyline della nostra costa”.
Nelle nota firmata dal presidente Raffaele Bigi si legge: “Secondo problema e pericolo sarà la presenza in banchina (almeno una volta la settimana e per 24 ore) di una nave cisterna lunga oltre 200 metri, con cisterne prismatiche o cilindriche esterne alte circa 50 metri (neppure inserite nel rendering) che certamente non favorirà le nautica e la cantieristica, limitando anche l’operatività di tutte le operazioni portuali per ragioni di sicurezza (nel raggio di circa 500 metri non potrà svolgersi infatti alcuna attività). A ciò va aggiunto il traffico delle bettoline più piccole destinate alle operazioni di vendita del GNL direttamente alle navi al largo.
Crediamo che, la sola visione di questo traffico sfavorirà le attività turistiche e sicuramente i milioni di frequentatori dei nostri litorali non potranno che rimanere infastiditi, se non spaventati, da tale vista.
Terzo problema quello relativo ai rischi incidentali connessi con un deposito di sostanze infiammabili come il GNL, ben evidenziati nella “Normativa in materia di rischio industriale e prevenzione incendi per gli stoccaggi di GNL”.
Abbiamo lasciato in ultimo l’impatto sull’intero ecosistema marino del Golfo, oltre che sulle attività di molluschicoltura, proprio per non anteporlo a tutte le altre motivazioni per il nostro No. Ricordiamo che il nostro Golfo è come un lago: ha una superficie di circa 560 ettari di cui circa 380 ettari costituiscono la parte esterna verso est, di cui un terzo (circa 150 ettari) occupati dalle nostre attività di molluschicoltura, con una larghezza massima nord sud di circa 2 km ed appena 700 metri tra la foce del Padrongianus e la costa nord.
Da questo piccolo “lago” verrebbero prelevati (per il raffreddamento delle turbine della Centrale Termoelettrica) circa 450 mila metri cubi al giorno di acqua marina (pari a circa un quarto dell’acqua del Golfo) che, come scritto nella relazione VIA, avrebbe allo scarico un incremento di temperatura di circa 5° nel limite di 35 °….
Ciò significa che in quattro giorni verrebbe trattata, riscaldata e riciclata tutta l’acqua del Golfo, modificandola sostanzialmente come vedremo di seguito.
Ci pare superfluo evidenziare cosa accadrebbe a pesci, molluschi ed organismi acquatici, soprattutto nei mesi estivi quando già ora, con una temperatura media di circa 27°, sono al limite per la loro sopravvivenza.
Oltre ciò il passaggio dell’acqua in turbina ed il suo trattamento eliminerebbe gran parte del plancton e degli altri nutrienti necessari allo sviluppo di molluschi e pesci.
Di questa problematica esiste uno studio del Comitato Tecnico Scientifico del WWF di Trieste (composto da 21 emeriti professori) preciso e circostanziato, redatto effettuando verifiche su analoghi impianti a Porto Viro in Veneto, dove si conclude evidenziando che “al fine di preservare gli habitat marini vanno precauzionalmente adottati schemi di funzionamento diversi da quelli a circuito aperto”, ovvero nessun prelievo di acqua marina per raffreddare le turbine.
Nella “Relazione di studio dispersione a mare dello scarico termico” allegata alla VIA di tutto ciò non si dà alcun cenno, come se non esistessero nel nostro Golfo esseri viventi, pesci, molluschi, piante marine ecc. . Non aggiungiamo ulteriori commenti.
Ricordiamo in ultimo che la valutazione di impatto ambientale (VIA) è concepita per “assicurare che l’attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile” pertanto comporta la individuazione, la descrizione e la stima degli impatti diretti ed indiretti che un progetto può avere su:
– uomo, fauna e flora;
– suolo, acqua, aria e clima;
– beni materiali e patrimonio culturale;
Ed appare sin troppo chiaramente come il richiesto insediamento abbia poca “compatibilità” con una qualsiasi delle voci indicate.
Ciò detto, stiamo già provvedendo alla redazione e presentazione delle nostre osservazioni in opposizione all’insediamento nell’ambito della procedura VIA che confidiamo e siamo convinti vengano condivise dai soggetti istituzionali preposti (RAS, ARPAS, ISPRA ecc) respingendo il progetto di insediamento.
Speriamo che lo facciano anche le istituzioni locali per salvaguardare il nostro ambiente e tutelarlo, non pregiudicando lo sviluppo delle attività turistiche, nautiche e della molluschicoltura ad esso indissolubilmente legate”.































