OLBIA 15 luglio 2025 – Un consulente finanziario di Olbia costretto a pagare 150mila euro sotto la minaccia delle armi. Due arrestati che si vantavano di appartenere al clan Licciardi, storica organizzazione criminale napoletana. Una pistola infilata in bocca alla vittima che in un momento di disperazione ha trovato la forza di denunciare tutto. È il racconto di un incubo durato mesi che si è concluso con l’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli.
La Squadra Mobile della Questura di Sassari, in collaborazione con quella di Napoli, ha arrestato ieri i due presunti estorsori nell’ambito di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica partenopea. Le accuse sono pesanti: estorsione aggravata dal metodo mafioso. Uno dei due indagati è stato fermato nella notte a Napoli, l’altro a Varese mentre tentava di trasferirsi all’estero.
L’incubo del consulente finanziario inizia l’estate scorsa durante un viaggio a Napoli. I due estorsori lo avvicinano probabilmente a causa del suo lavoro. Ma è a Olbia che la situazione precipita. Le minacce si fanno sempre più concrete e violente. In un’occasione gli viene infilata una pistola in bocca. L’imprenditore cede alle intimidazioni e paga più volte somme ingenti.
La situazione diventa insostenibile quando i due criminali alzano il tiro. Non si limitano più a minacciare la vittima diretta ma si presentano dai genitori dell’uomo. È in quel momento che il consulente finanziario decide di rivolgersi alla Polizia di Stato e sporge denuncia presso la Questura di Sassari.
Gli investigatori, guidati dal dirigente Michele Mecca, ricostruiscono l’intera vicenda. I due estorsori per dare peso alle loro minacce vantavano l’appartenenza al clan Licciardi, famiglia mafiosa radicata nei quartieri napoletani di Secondigliano e del Vasto. Un’organizzazione che fa parte della potente Alleanza di Secondigliano, cartello camorristico che comprende anche le famiglie Contini-Bosti e Mallardo.
Le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno permesso di raccogliere elementi probatori decisivi. La denuncia coraggiosa del consulente finanziario ha innescato un’operazione investigativa che ha portato all’emissione dell’ordinanza cautelare da parte del gip del Tribunale di Napoli.
Il blitz è scattato all’alba. Mentre uno dei due indagati veniva arrestato a Napoli, l’altro è stato fermato a Varese. L’uomo stava tentando di espatriare, segno evidente della consapevolezza della gravità delle accuse che pesavano su di lui. La tempestività dell’operazione ha impedito la fuga all’estero del secondo estorsore.
Il caso del consulente finanziario di Olbia dimostra come i tentacoli della camorra si estendano ben oltre i confini della Campania per colpire professionisti e imprenditori in tutta Italia.
































