OLBIA. Uno degli ultimi episodi è talmente grave che non può passare inosservato. È accaduto in piazza Nassirya. Ce lo racconta un testimone diretto: “Un gruppo di bambini stava giocando quando alcuni spacciatori gli si sono avvicinati: volevano derubarli dei pochi euro che avevano in tasca. Per fortuna sono stati veloci a scappare e si sono rifugiati, terrorizzati, nel mio esercizio”.
A quel punto, quando il proprietario dell’attività si è fatto raccontare l’accaduto, è uscito e ha affrontato il gruppo di spacciatori intimandogli di lasciare in pace i piccoli frequentatori della piazza.
“Pensavo che la cosa finisse lì – aggiunge -. Invece, qualche giorno dopo, alcuni di questi tipi, che vedo tutti i giorni tra le auto giunte per appuntamento, si sono presentati armati di mazze da baseball. Peccato che nessuno di loro mi abbia intimorito e li ho mandati via dopo aver risposto a tono”.
Resta il rammarico, però, di assistere al mercimonio che ogni giorno sembra consumarsi sotto gli occhi degli anziani pensionati che si ritrovano all’ingresso della piazza. “Se non si fa qualcosa ho paura che la situazione possa sfuggire di mano. Questi balordi che controllano lo spaccio in piazza Nassirya sono troppo vicini ai bambini che giocano. Di questo sono preoccupato. I bambini sono troppo fragili per potersi difendere”.
A quanto pare gli abitanti del quartiere Orgosoleddu che risiedono intorno alla piazza hanno già prodotto esposti e denunce alle forze dell’ordine. “Poliziotti e Carabinieri sono i primi a indignarsi di quanto succede – conclude -. Abbiamo assistito anche noi a blitz in cui venivano arrestati alcuni di questi delinquentii ma poi, nel giro di 48 ore, erano di nuovo qui a spacciare. È assurdo e di questo passo non se ne esce. Si può tentare con un presidio fisso come è stato fatto tempo fa in via Vittorio Veneto. Non si cura il male ma si può creare almeno un deterrente”.
































