OLBIA. Prima la mancanza di anestesisti, poi i medici e ora, addirittura, i letti. L’ospedale di Olbia dà la sensazione di essere a un passo dal baratro e Tempio non sta meglio. Nessun laccio emostatico sembra in grado di fermare l’emorragia di una crisi senza fine che però, per la prima volta, riguarda da vicino anche gli ospedali maggiori come il Brotzu di Cagliari.
Come si ricorderà solo due giorni fa l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, in un’intervista sulla Nuova dichiarava che in tre anni di mandato “La sanità con noi è migliorata; assunzioni, concorsi e investimenti”.
A leggere quelle dichiarazioni da Olbia c’è da chiedersi se l’assessore stia bene o se soffre di disturbo della personalità con annesso scollamento dalla realtà. Ma la situazione, oggi, sembra sia deragliata anche in altri ospedali. Perché l’assessore ha appena ricevuto l’ultima catastrofica missiva persino dal Brotzu:
“Con la presente si comunica la totale assenza di posti letto presso i reparti di Medicina d’urgenza, Medicina generale, Gastroenterologia, Ortopedia e Traumatologia e Ortopedia 2″.
Il virus della mancanza di letti, una specie di Covid che aggredisce doghe e lenzuola, sembra oramai diffuso in tutta la regione. A Nuoro Urologia è chiusa. A Sassari le stanze sono sature. Una condizione che sembra precipitare di giorno in giorno.
E mentre anche a Tempio da sabato scorso Ortopedia è chiusa, a Olbia, è bene sottolinearlo ancora una volta, è vero che c’è anche il Mater ma non gestisce le urgenze. Tutto, compreso il Pronto Soccorso, in emergenza perenne per metà destinato ai positivi da Covid, è allo stremo. Proprio quando l’ondata di turisti sta per raggiungere lo zenit.
Insomma, per dirla tutta, un livello così basso non si era mai toccato. I cittadini residenti e i turisti in vacanza hanno sono un’opzione per stare alla larga dalla sanità regionale: star bene e non avere bisogno di cure urgenti. Il rischio che si corre è di arrivare in Pronto Soccorso e stazionare in una barella (se si è fortunati) e attendere che qualcuno guarisca (per non dire peggio) per liberare il proprio letto. Per il resto c’è poco da aggiungere: l’ottimismo lo lasciamo all’assessore.
































