Olbia 30 settembre 2025 – Si allarga l’indagine sull’omicidio di Cinzia Pinna, per il quale si trova in carcere a Bancali il reo confesso Emanuele Ragnedda. La Procura di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento una donna, amica di Ragnedda, che si aggiunge al 26enne milanese, inizialmente tirato in ballo nel primo interrogatorio dal 41enne di Arzachena.
Il collegio difensivo del giovane, composto da Antonello Desini, Maurizio e Nicoletta Mani, ha avanzato al procuratore Gregorio Capasso una richiesta di presentazione spontanea con valore giuridico di interrogatorio. L’obiettivo, spiegano i legali, è chiarire la posizione del loro assistito. “Perché noi vogliamo dimostrare che in quella casa lui non c’è mai stato dopo l’omicidio, al contrario di quanto avrebbe detto Ragnedda inizialmente” dichiara l’avvocato Maurizio Mani. È possibile che venga sentito nei prossimi giorni.
Sul fronte delle prove scientifiche proseguono gli accertamenti medico-legali. Dopo la Tac, è stata confermata per giovedì mattina a Sassari l’autopsia sul corpo della 33enne di Castelsardo. Nella villetta di Conca Entosa sarebbero state individuate schegge compatibili con un colpo esploso dalla pistola Glock di Ragnedda, presumibilmente quello che ha ucciso Cinzia Pinna.
Oltre all’auto del 41enne, sottoposta ad analisi per la ricerca di tracce biologiche, le indagini si estendono anche ai mezzi agricoli presenti nella proprietà, tra cui un piccolo trattore elettrico con cassone che Ragnedda avrebbe utilizzato per trasportare il corpo della giovane donna a un centinaio di metri dall’abitazione, vicino al vigneto. La Procura potrebbe chiedere ai periti nominati un nuovo sopralluogo nella tenuta di Conca Entosa.
Restano ancora senza esito le ricerche degli effetti personali della vittima, compreso il telefono cellulare. Ritrovarlo permetterebbe agli inquirenti di ricostruire con precisione le ultime ore di vita della giovane e i suoi spostamenti.
































