OLBIA. Niente più sottigliezze, progetti di recupero o riconversioni. L’ex ostello della gioventù, in località Colcò, sarà demolito e le sue ceneri conferite in discarica. È questo che prevede il piano Technital per difendere la città dalle alluvioni. Per esso non ci sarà neanche l’onore di un recupero del materiale perché costruito con vetro, cemento e metallo. Per questi motivi ogni suo mattone finirà in discarica.
Così va il mondo. Almeno in Italia e, dunque, anche dietro casa nostra. L’ex ostello della gioventù, la cui storia disgraziata comincia nel momento il cui in aeroporto si costruisce la pista e si tomba un corso d’acqua che sfoga ancora oggi nella piana alluvionale di Colcò, sarà sbriciolato. La sua sagoma non farà più parte del territorio. Non importa se è costato due miliardi di vecchie lire ed è preda di vegetazione spontanea e senzatetto da una trentina d’anni.
“Ci siamo sbagliati – direbbe una politica attenta – e chiediamo scusa ai cittadini se abbiamo sprecato i loro soldi”. Nessuno lo dirà mai. Ma tant’è. Il dado è tratto. Con l’approvazione del piano di mitigazione del rischio idraulico l’ostello sarà relegato ai ricordi da non ricordare.
La buone notizie, però, ora si fanno strada. Anzi, spazio. In estrema sintesi l’ostello sarà cancellato e al suo posto, con il sabbione prelevato dalle sezioni “morbide” e di superficie del canale scolmatore principale del PMRI, sarà riempita tutta l’area che verrà portata all’altezza delle strade non prima di aver “scorticato” e messo da parte l’attuale strato superficiale di terra. Con questa si ricoprirà il sabbione e la base del parco sarà pronta per accogliere alberi di fronda folta, prati, laghetti e cascatelle, e percorsi pedonali. Una vera meraviglia, soprattutto perchè quella zona sarà frequentata e non abbandonata al suo destino.
Ovviamente il rio che inonda la zona sarà deviato con il corso d’acqua che tornerà indietro verso il Padrongianus e, al tempo stesso, come previsto dal PNRR, sarà steso un binario di connessione ferroviaria con l’aeroporto Olbia Costa Smeralda.
L’ostello, dunque, ha gli anni contati. Al suo posto ci sarà un parco grande più o meno come il Fausto Noce per la gioia della popolazione dei quartieri Bandinu e Sacra Famiglia e Poltu Quadu che se lo troveranno a due passi da casa.
L’ex ostello, dunque, ha ormai il cappio al collo malgrado l’ultimo progetto di recupero ipotizzato dal sindaco Settimo Nizzi del 2016 che, però, non aveva fatto i conti con le norme PAI visto che l’edificio è nella più pericolosa delle aree a rischio di inondazione classificata Hi4. Ovviamente, quando sarà realizzato il parco, la città sarà in totale sicurezza dalle alluvioni e sarà una delle prime città in Italia, sempre che i tempi (la previsione di fine lavori è 2028) vengano rispettati, a bandire per sempre ogni Hi,1,2,3 e 4. E così sia!
































