OLBIA. “Favole al telefono” diventa “Fòli a lu telèffunu”. Ad aver tradotto l’opera di Gianni Rodari, pubblicata per la prima volta nel 1962, è stato Ivan Ponsano, già autore della traduzione in gallurse di Pinocchio, che attraverso un lavoro di ricerca e scrittura di oltre un anno, ha riadattato le favole alla realtà della nostra terra.
La presentazione di “Fòli a lu telèffunu”, edito da Taphros, è in programma giovedì 13 ottobre, ore 18:00, presso la biblioteca civica Simpliciana e si inserisce all’interno della rassegna letteraria “Incontri d’autunno”.
Ponsano, 52 anni, teodorino di nascita e olbiese di adozione, è partito dai toponimi originali delle favole. I luoghi in cui sono ambientati i racconti di Rodari, come la Brianza, sono diventati quelli del nord-est dell’Isola. Da sconosciuti a posti familiari capaci di riempire, pagina dopo pagina, gli occhi di chi legge e conosce le zone.
Così Busto Arsizio è Tarranóa (Olbia), il palazzo di gelato si trasferisce da Bologna a Budoni, mentre la famosa pioggia di Piombino diventa la mintuata èa di Patru (Padru) e la giostra di Cesenatico la giostra in Madalèna (La Maddalena).
Stessa cosa ha fatto con i nomi dei personaggi, che ha sostituito con quelli in gallurese. Ad esempio, i fratelli di Barletta, in Gallura sono li tre fratéddhi di l’Aglièntu (Aglientu) e il personaggio che Rodari chiama “signor Fallaninna” è il signor Schezzabródu.
“La Gallura è la mia terra – ha detto Ponsano – . La sua cultura e la galluresità in generale, così come la lingua, mi hanno da sempre appassionato. Mia mamma era gallurese e per questa terra nutro un sentimento di attaccamento fortissimo. Nella traduzione, idealmente la Brianza diventa la nostra Gaddhura ma Rodari non lega i racconti ad un paese o a territori specifici, e i fatti sono richiamati per il solo scopo del messaggio”.
Secondo Ivan Ponsano si tratta di un’opera sempre attuale che ha deciso di tradurre semplicemente “spinto dall’amore per la scrittura e per la Gallura”, dato che ha deciso di non partecipare agli utili della vendita del libro. “Conosco Favole al telefono da quando ero bambino. Sono racconti rivolti ai bambini ma con insegnamenti importanti anche per gli adulti.
Tradurre è stato per me un processo naturale e divertentissimo. A parte le poesie non ci sono tante opere tradotte in gallurse e anche io, nel mio piccolo, partecipo a colmare questo vuoto”.
Le letture tratte dal libro saranno accompagnate, durante la serata di presentazione, dal chitarrista Alessandro Mazzullo. “Rispetto all’opera tradotta di Pinocchio – ha concluso Ponsano -, la sintassi che compare in Favole al telefono è più rigorosa. Ho avuto modo di approfondire studi più recenti sulla grammatica gallurese e questo mi ha permesso di dare maggiore precisione alla scrittura, rispettando un chiaro ordine sintattico”.
































