Olbia 12 settembre 2025 – Una nuova mobilitazione per denunciare il genocidio a Gaza e chiedere che la Sardegna “non sia complice delle morti in Palestina” è andata in scena all’aeroporto Olbia Costa Smeralda.
“Partecipiamo come movimento pacifista e assistiamo con preoccupazione all’involuzione della società europea e mondiale, che sembra avvicinarsi nuovamente a scenari di guerra – ha dichiarato Domenico Piccinnu (ANPI Gallura) -. Nel caso della Palestina stiamo vedendo, senza strumenti per condizionarla, la distruzione e la soppressione di un popolo da parte dello Stato israeliano e di un governo fascista che, per storia, avrebbe dovuto essere in prima fila a difendere il diritto all’esistenza dei popoli, avendo subito a lungo discriminazioni. Oggi invece, con Netanyahu e la sua destra, si sta procedendo all’annientamento di un intero popolo, quello palestinese, che ha diritto a esistere, ad autodeterminarsi e ad avere uno Stato di diritto riconosciuto dall’ONU e dalla comunità internazionale”.
All’interno dello scalo il traffico turistico è proseguito regolarmente. Presenti Polizia di Stato e di Frontiera, Unità Operative di Primo Intervento e Carabinieri. “Sul suolo sardo sono presenti i militari dell’IDF in vacanza – così Vittorio Cuccheddu (collettivo Republica) -. Oltre alla compagnia di telecomunicazioni che lavora nei territori palestinesi occupati, ci sono militari che, probabilmente tempo prima di essere venuti qua in vacanza, hanno compiuto il genocidio di cui tutti stanno parlando e che ormai è diventato palese agli occhi di tutto il mondo”.
Gli organizzatori hanno annunciato un presidio a Santa Teresa Gallura, che ospita cittadini israeliani in alcune strutture ricettive. Intanto la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha ribadito la sua posizione in un post: riconoscimento dello Stato di Palestina e sospensione di ogni cooperazione con Israele.
“Pensiamo che sia importante una presa di posizione da parte della Regione, però non ci basta – ha dichiarato Cuccheddu -. Chiediamo che tutte le istituzioni si mobilitino e risalgano fino al Governo che ancora ha un accordo con Israele e che condanna le persone che abitano qua in Sardegna ad essere complici indirette di questi meccanismi controversi. Noi oggi in aeroporto veniamo perquisiti come i lavoratori, siamo costretti ad ospitare turisti che sono partecipi di un genocidio, ospitiamo una quantità spropositata di basi militari. La Sardegna è ancora una volta vittima dello Stato italiano e quindi vogliamo che lo Stato si mobiliti per smantellare quantomeno quello che avviene oggi, cioè la presenza di soldati genocidari sul suolo sardo”.
Nel frattempo un gruppo di attivisti ha reso noto che questa mattina la Polizia di Stato ha notificato fogli di via dal comune di Olbia a diversi manifestanti in seguito alla protesta del 31 agosto in aeroporto. I promotori definiscono il provvedimento ‘un atto repressivo contro chi ha espresso solidarietà al popolo palestinese.
































