OLBIA. Un via vai continuo, schiamazzi fino al mattino, urla e risse, e come se non bastasse, mobili e vari oggetti che escono dal portone principale (non si sa dove vengano trasportati) anche durante la notte. I residenti delle palazzine popolari di via Volterra non ne possono più di assistere a un andazzo che rende invivibile e pericoloso il quartiere. “Non si dorme più – dicono da via Volterra -. Oltretutto in quella casa c’erano i sigilli apposti dalle forze dell’ordine, ma ora è diventata terra di nessuno”.
In effetti, come si ricorderà, lo scorso 25 gennaio in quella casa si consumò la tragica morte Piero Angeloni. L’uomo, 73 anni, da tempo in sedia a rotelle, perse la vita tra le fiamme scoppiate accidentalmente intorno alle 4 del mattino. Un dramma che colpì profondamente la comunità che gravita intorno alle palazzine dell’ex Ina Casa nel popoloso quartiere ospedale. L’appartamento al piano terra di via Volterra (traversa di via Leonardo Da Vinci) fu posto sotto sequestro in attesa della conclusione delle indagini finalizzate all’accertamento delle cause del rogo.
I sigilli, però, non hanno certamente fermato il via vai continuo. Troppo basse le finestre e i terrazzini per scongiurare il passaggio di gente senza scrupoli che considera l’appartamento al primo piano un luogo disponibile al proprio uso e consumo.
“Non c’è stato alcun rispetto per la morte del povero Piero – aggiungono i residenti della zona -. Anzi, una volta entrati dalle finestre questi delinquenti hanno cominciato a saccheggiarla portando via quello che volevano. Entrano dalle finestre ed escono dal portone. Una situazione indecente. Occorre fare qualcosa per impedire questo traffico prima che si faccia male qualcuno”.

































