OLBIA. L’estate olbiese si arricchisce di una novità che promette di rivoluzionare il concetto di sicurezza balneare. Per la prima volta nelle acque della Gallura, i cani da salvataggio scenderanno in campo al fianco dei bagnini, portando con sé un mix esplosivo di istinto naturale e addestramento professionale.
Dal 17 giugno, ogni settimana, le concessioni di Kaibeach a Pittulongu e del Sunset Beach a Marinella ospiteranno gli amici a quattro zampe. Il progetto, realizzato dalla UCSN (Scuola Unità Cinofila Salvataggio Nautico), rappresenta una sperimentazione che potrebbe aprire nuovi scenari nel settore del salvamento acquatico.
Il progetto porta la firma di due esperti di calibro nazionale: Fabio Sarais, istruttore e commissario regionale per la Sardegna della UCSN, e Marco De Nicolo, anch’egli istruttore. La loro esperienza garantisce standard elevati nell’addestramento e nella gestione di questi speciali operatori del salvataggio.
“Siamo presenti sul territorio da un paio di anni – dichiara De Nicolo – ma questa volta abbiamo realizzato un progetto più strutturato. Attualmente le unità cinofile brevettate nella zona sono sette. Siamo convinti che riusciremo a coinvolgere più persone in modo da coprire un numero maggiore di spiagge”.
All’iniziativa aderiscono gli iscritti al sindacato ITB Italia. “I cani, insieme ai loro conduttori, affiancano i bagnini già in servizio – spiega Francesco Gambella, referente regionale ITB Italia –. Per noi rappresentano un supporto prezioso. Abbiamo compreso quanto sia importante la presenza di un cane sulle spiagge del territorio di Olbia”.
In caso di emergenza in acqua, il cane viene lanciato o si tuffa insieme al conduttore. Nuota rapidamente verso la persona in difficoltà e le permette di aggrapparsi all’imbragatura che indossa. A quel punto, il cane inizia il traino verso la riva, sfruttando la sua forza e il galleggiamento naturale. Il conduttore può affiancarlo o seguirlo, garantendo la sicurezza dell’intervento. Una volta a terra, viene attivato il primo soccorso, in coordinamento con i bagnini o il personale sanitario.
Il progetto segna un primo passo verso un nuovo modello di presidio costiero, dove competenze umane e capacità degli animali si integrano per garantire interventi rapidi ed efficaci. Se la sperimentazione darà i risultati attesi, il servizio potrà essere esteso anche ad altre località balneari del territorio.
































