L’Olbia riparte da Giancarlo Favarin, un allenatore che in città ha lasciato ottimi ricordi, numerose amicizie e che rappresenta ancora oggi una garanzia per guardare al futuro con rinnovato ottimismo.
Lo troviamo già in tenuta d’allenamento, pronto – insieme al preparatore atletico Giua – a effettuare i primi test con i calciatori che vorranno sposare il progetto Olbia.
In sala stampa si respira un’aria nuova: più sincera, priva di quelle fantasie “elvetiche” che in passato hanno condotto squadra e società allo sfascio. Niente proclami altisonanti, solo umiltà, determinazione e voglia di lottare.
Favarin si presenta con l’espressione di chi ha accettato una sfida importante e intende, a ogni costo, restituire all’Olbia il ruolo che le spetta nel panorama calcistico.
Buona sera mister e ben rientrato. Quali sono stati gli stimoli per ritornare ad Olbia? “Gli stimoli sono sicuramente importanti. Al di là dell’amicizia che mi lega a tante persone, sono sempre rimasto in contatto con questi amici fin dal 2003 e non vi nascondo che tornare a Olbia è stato il mio primo obiettivo, non appena si è concretizzata la possibilità di rientrare.
Sono consapevole che, in questo momento, qui a Olbia ci sono persone che stanno compiendo un grande sforzo per rimettere in piedi una situazione difficile. Ho però ricevuto garanzie che queste persone faranno tutto il possibile per riportare l’Olbia dove merita.
È chiaro che siamo in ritardo sulla tabella di marcia, ma nella mia lunga esperienza ho vissuto situazioni simili che, alla fine, hanno avuto esiti positivi. Da oggi si riparte finalmente a parlare di calcio”.
Preparazione e campagna acquisti. “Abbiamo poco tempo, ma le idee sono chiare. La preparazione parte con tre settimane di ritardo, quindi ora servono pazienza e calciatori capaci di sacrificarsi. Andremo a prendere giocatori che possiedano queste caratteristiche, oltre alle giuste motivazioni, e che siano funzionali a questo tipo di campionato”.
Conosce già qualche calciatore e che tipo di modulo intenderà adottare? “Si conoscono Ragatzu, Biancu e Buschiazzo che rappresentano l’ossatura importante per la squadra. Ora andremo a valutare gli altri e, soprattutto, a cercare gli under a completamento della rosa. Poi per il modulo posso dire che abbiamo tutto il tempo per cxapire quale sarà lo schema di gioco che partirà dal capire dove utilizzare al meglio certi calciatori. Indicativamente potrebbe essere un 3-4-2-1 che poi può trasformarsi in corsa. Quando si hanno calciatori come Ragatzu è chiaro che va trovato il sistema per rendergli più agevole il compito”.
Mister, come si riparte da una situazione difficile come quella dell’attuale Olbia? “Secondo me abbiamo bisogno di individuare gli interpreti giusti, cioè i calciatori adatti. È chiaro che ai ragazzi verranno illustrate sia le difficoltà attuali, sia quelle legate a una partenza in ritardo, per poi cercare di recuperare terreno e raggiungere il nostro obiettivo.
Chi sceglie di sposare il progetto Olbia deve essere pienamente convinto – io stesso sono venuto senza pensarci un attimo – che qui si dovrà lavorare sodo. Tutti devono mettersi a disposizione. L’esperienza mi insegna che il lavoro duro paga sempre.
La situazione non è semplice, ma non deve spaventarci: serve la giusta mentalità, una buona condizione fisica e tanto sudore. Chi pensa di venire qui credendo che sia una passeggiata si sbaglia di grosso”.
I collaboratori ed il suo staff? “Intanto presento Riccardo Pecchi, una persona di mia fiducia che sta nel calcio da tanto tempo e a buoni livelli. Relativamente allo staff tecnico non ho avuto difficoltà a confermare le persone che stavano qui lo scorso anno. A loro darò io i compiti per lavorare di comune accordo. Per quanto riguarda il mio vice sto facendo delle valutazioni per ora mi appoggio ai due ragazzi che lavorano nel settore giovanile. Poi troveremo chi lavorerà con me per tutto il campionato”.
Ha individuato chi schierare in porta? “Per quanto riguarda il portiere, sto valutando l’ipotesi di schierare un under, in modo da poter utilizzare più over a centrocampo o in attacco. È chiaro che, scegliendo un giovane tra i pali, dovrà avere qualità importanti, pur tenendo conto che l’età e l’inesperienza possono dare qualcosa in meno. Preferisco però concentrare l’esperienza nelle zone del campo dove serve fare gol”.
Cosa ricorda del suo passaggio ad Olbia nel 2003? “È stata un’esperienza bellissima, ci siamo salvati bene con giovani calciatori bravi e poi mi è rimasto dentro il ricordo di una bella piazza di tanti amici”.
Poi la parola è passata a Riccardo Pecchi – Club Manager della società bianca – che ha riferito circa la composizione della squadra.
“Questi sono giorni fondamentali per scegliere le persone giuste, siamo consapevoli di essere in ritardo, in questo momento – come diceva un vecchio presidente – ci vuole una lucida follia”.
Oggi la squadra inizierà i primi test allo stadio Nespoli, per poi trasferirsi nella splendida struttura di Loiri Porto San Paolo. Nel frattempo, i calciatori stanno arrivando alla spicciolata: molti sono reduci dalla scorsa stagione, si rivede qualche vecchia conoscenza – come Gian Marco Staffa – e si nutre la speranza di rivedere in campo anche il capitano Luca La Rosa.
































