OLBIA. Quattro apparecchi da divertimento illegali sono stati sequestrati all’interno di un esercizio commerciale olbiese dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Ad insospettire i funzionari dell’ADM è stato un cavo che fuoriusciva dal vano sottostante i dispositivi.
Dopo un’ispezione approfondita, i funzionari hanno scoperto un ingegnoso sistema fraudolento: un pannello posticcio occultava una seconda scheda di gioco non collegata alla rete informatica dell’ADM. Attraverso l’uso di un telecomando o la gestione remota, le giocate venivano commutate su questa scheda separata. Il sistema di frode consentiva agli operatori dell’esercizio di incassare le giocate senza versare il Prelievo Erariale Unico, l’imposta dovuta allo Stato.
Sia l’esercente che il gestore sono stati sanzionati in base all’articolo 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). Le sanzioni amministrative pecuniarie ammontano a un totale di 40.000 euro oltre la confisca degli apparecchi e le somme in essi contenute, pari a circa 2.000 euro sequestrate e versate all’Erario. In caso di mancata oblazione è prevista la chiusura dell’esercizio per un periodo da 30 a 60 giorni.
































