Olbia 30 dicembre 2025 – L’appello del parroco di San Simplicio, don Antonio Tamponi, ha trasformato in pochi giorni il furto di Natale alla mensa Vincenziana in una mobilitazione ampia. Nella Cittadella della Carità, nei pressi della chiesa di San Michele Arcangelo, centinaia di persone hanno lasciato il loro contributo.
Tra i beni donati ci sono pasta, olio e carne oltre ad altri prodotti destinati a chi si rivolge alla mensa di via Canova. “Non faccio spesso appelli – dichiara don Tamponi -. Gli appelli sono cose serie, non vanno fatti tutte le domeniche. Ci sono orecchie aperte che ascoltano, questo dobbiamo dirlo. Non è un merito personale, è forse saper comunicare le vere necessità, tutto qui. Se Olbia avesse la stessa fede che ha nella carità entrerebbe in paradiso due volte perché è veramente grande”.
Alla raccolta hanno risposto dalla Gallura ma anche da più parti d’Italia. “Già dal Seicento – spiega don Antonio – con San Vincenzo de’ Paoli era pieno di donne volontarie che aiutavano i malati e i poveri proprio nel cibo. Quest’anno avevo scelto di fare un regalo proprio alle Vicenziane il giorno prima di Natale. Quando è successo il furto, mi sono sentito coinvolto in prima persona”.
C’è un insegnamento che possiamo cogliere da quello che è accaduto? “Si dice che le candele bruciano le tovaglie dell’altare – risponde il parroco -. Con ogni probabilità chi è andato a rubare è andato alla mensa, si è nutrito lì, ha cercato di capire. Questa è probabilità, non ho detto che è vero. Mai dire una cosa per un’altra, però con questa precisione ci sono dei dubbi seri. La povertà nella chiesa, e loro sono un’emanazione ecclesiale, non è mai una vendetta. Siccome forse hanno rubato i poveri blocchiamo tutto? No, il povero non deve essere bello e buono. È povero e noi lo aiutiamo per questo. È la nostra scelta e questo fa la differenza”.
C’è un appello che vuole fare in questo momento? “Un appello vero no. Vorrei dire ‘rimanete quello che siete’ alle persone che hanno risposto perché si sono fatte toccare. E chi si fa toccare ha raggiunto un livello di sensibilità superiore”.
































