La squadra dell’Olbia ha rischiato di scioperare a causa del mancato pagamento degli stipendi. Oggi, dopo una serie di contatti dell’ultimo momento, i giocatori hanno deciso di rinunciare alla protesta e sono scesi in campo al Geovillage per l’allenamento
È un freddo pomeriggio di inizio gennaio e sui campi del Geovillage l’Olbia Calcio di Ze Maria dovrebbe riprendere gli allenamenti per rimettere insieme i cocci dopo la cocente disfatta contro l’Ilva. Gli orologi segnano le 15:00, ma il campo resta desolatamente vuoto: nessun giocatore si vede all’orizzonte.
“Saranno ancora negli spogliatoi,” pensiamo, “probabilmente intenti ad analizzare la debacle dell’ultima partita”. Poco dopo, un dirigente – Benno Reaber – passa accanto ai cronisti presenti a bordo campo. Con un sorriso cordiale si ferma brevemente a scambiare qualche parola, rassicurando tutti sull’attuale momento della società e lasciando intendere che i tanto attesi rinforzi, invocati con impazienza dal tecnico brasiliano, sono ormai prossimi ad arrivare. Con un cenno di saluto, si congeda e si allontana.
Intanto, dagli spogliatoi continua a non uscire nessuno mentre il dirigente della società, passeggia lentamente al centro del campo e sembra attendere qualcosa o qualcuno. Poi, una delegazione della squadra si fa avanti: il capitano Staffa, Arboleda, giocatore simbolo e Gonzalez – indicato come possibile nuovo team manager – l’infaticabile Gianni Casula e, naturalmente, il tecnico Ze Maria. I cinque si avvicinano al dirigente e iniziano un colloquio visibilmente carico di tensione.
I dettagli della conversazione restano avvolti nel mistero, ma il fermento è evidente. Si intuisce facilmente che il malcontento serpeggiante sia legato agli stipendi non percepiti, un problema che pesa sull’umore di tutti. Dopo circa dieci minuti di discussione, Staffa, Arboleda e Gonzalez rientrano negli spogliatoi per riferire al resto della squadra. Alla fine, l’allenamento prenderà il via, seppure con un’ora di ritardo, sotto la guida del tecnico e del suo staff.
Poco dopo, Ze Maria si avvicina ai cronisti e, con il suo immancabile sorriso, smentisce categoricamente le voci sulle sue presunte dimissioni. Conferma invece quanto dichiarato nel post-partita contro l’Ilvamaddalena: il suo disappunto per l’andamento della gara è reale, ma nulla che possa portarlo a lasciare la guida della squadra. Nonostante il momento difficile, il tecnico appare sorprendentemente loquace e fiducioso. È una qualità che sembra parte del suo spirito brasiliano, capace di sorridere anche di fronte alle avversità. Fa appello alla pazienza di tutti e ribadisce il suo impegno, smentendo ancora una volta di aver mai pensato alle dimissioni.
Nel frattempo, non si può ignorare il comportamento encomiabile delle altre maestranze dell’Olbia Calcio (magazzinieri, staff, impiegati) poco inclini alle luci della ribalta ma seri lavoratori che, nonostante anche loro non percepiscano lo stipendio, continuano con abnegazione e spirito di sacrificio a prestare la loro importante opera. Una dedizione ammirevole, encomiabile che tuttavia solleva una domanda inevitabile: fino a quando riusciranno a resistere?
































