OLBIA. Il presidente dell’Olbia Calcio si presenta in sede sereno e sorridente, abbigliamento primaverile, pronto a toccare le corde giuste per fare luce su alcuni argomenti importanti e integrare poi gli aspetti di bilancio e di budget di spesa.
Parte subito col dire: “Il mio disappunto emerso nella nota del 28 aprile nasce dal mancato apprezzamento del nostro modus operandi, il nostro obiettivo è confermare la categoria e la sostenibilità finanziaria del club. In questo momento l’Olbia ha dei bilanci virtuosi che non tutte le società della stessa categoria possono permettersi.
Noi continuiamo a spendere non più di quanto si guadagna è questo non è solo il nostro obiettivo ma anche quello di tutte le imprese che intendono garantire una crescita costante evitando grossi indebitamenti. L’Olbia Calcio è una società che non ha un euro di debito con le banche, può vantare un MOL (Margine Operativo Lordo, indicatore che misura la crescita di una società nella sua attività caratteristica) positivo e in progressiva crescita negli ultimi tre anni.
Da parte mia – sottolinea Marino – c’è il totale impegno personale a fare tutto questo, senza percepire un euro di stipendio dall’Olbia Calcio (il Presidente svolge un’attività collaterale di consulente per aziende ed enti, ndr)”.
Ci può spiegare cosa la spinge a gestire una società calcistica?
Intanto lo faccio perché spero di creare valore economico ed aver poi riconosciuto questo valore attraverso la cessione del club. Personalmente nell’Olbia ho investito i miei risparmi personali perché credo in questo progetto. Poi per la passione per il calcio, la soddisfazione di condividere risultati sportivi e aspetti sociali parimenti importanti. Ricordo che in fase di impianto della nuova società promisi tre cose, la serie C, un grande settore giovanile e il nuovo stadio. Due obiettivi sono stati mantenuti, adesso cercheremo di traguardare anche la costruzione del nuovo stadio.
Allora perché tanta amarezza e disappunto in quel comunicato del 28 aprile?
Il mio disappunto nasce dal fatto che nei momenti di difficoltà sono stato preso di mira personalmente quale responsabile di qualcosa non ancora chiaro. Nel mio operato non c’è né malafede ne disimpegno, ma solo passione e amore verso questa società.
Budget e programmi per il prossimo anno?
È giusto che i tifosi sappiano bene come funziona una società di calcio. Per noi l’obiettivo di spesa non è mai cambiato, nel tempo potrebbe cambiare se ci fosse un’immissione di capitale fresco, ma più delle volte questo genera più problemi che aspettative. Molte società calcistiche si fanno male quando vogliono spingere sull’acceleratore senza avere delle basi solide.
In serie B passa sempre chi arriva per primo, poi si innesca la roulette dei play off tra 27 club da cui scaturisce solo una squadra, la quarta promossa in serie B. Prendete Reggiana (tre anni per andare in B), Entella, Cesena, Ancona ed il prossimo anno Spal e Perugia, tutti club che hanno budget di spesa molto diversi dai nostri ma il bilancio dell’Olbia Calcio è sano ed è un’eccellenza per la categoria.
Dobbiamo lavorare mantenendo anche gli equilibri di squadra e non solo di bilancio, per cui i giovani calciatori e gli allenatori che passano per l’Olbia Calcio, hanno tutti l’ambizione di andare in categorie superiori e – ovviamente – mirare a stipendi che la nostra società non può mantenere, per questo periodicamente dobbiamo sostituire i giovani con altri giovani mantenendo uno zoccolo duro di calciatori esperti per assicurare alla rosa il giusto mix. Mi tranquillizza il fatto che tante altre squadre stanno riducendo i loro budget di spese per evitare possibili default, noi su questo siamo già avanti perchè non spendiamo più di ciò che guadagniamo.
Quali i prossimi passi?
Il primo obiettivo è la scelta dell’allenatore. Abbiamo individuato alcuni profili che fanno al nostro caso e nei prossimi giorni comunicheremo la nostra scelta, dopodiché si passerà al vaglio dei rinnovi e poi al completamento della rosa che affronterà il prossimo campionato. I rapporti con il Cagliari sono sempre gli stessi, anzi colgo l’occasione per dare un in bocca al lupo al mio amico Tomaso Giulini con cui abbiamo rinnovato la nostra disponibilità a fare maturare nuovi calciatori appartenenti alle giovanili del Cagliari Calcio. Spero quest’anno di poter portare ad Olbia tanti giovani calciatori.
Sulla cessione del Club cosa ci dice?
Rimane assolutamente valido quanto ho già detto, abbiamo varie trattative in piedi ma cedere il club non vuol dire andare via. Al momento ci sono cinque entità interessate – tutte straniere – ma gli stessi interlocutori non sono disposti a prendere le redini del club senza la collaborazione del nostro gruppo, ciò significa che i loro advisor hanno riconosciuto valido il lavoro fin qui svolto.
Chi investirà nell’Olbia dovrà lavorare dapprima sugli aspetti strutturali (stadio e strutture) e poi sulle risorse, in questo momento è indispensabile portare avanti il progetto stadio.
Per quanto riguarda i nuovi soci – se la proposta si concretizza – la trattativa si potrà chiudere prima dell’iscrizione al campionato oppure nella fase intermedia di mercato di riparazione, una volta iscritta la squadra le nostre priorità saranno altre.
I rapporti con la tifoseria. Non sarebbe il caso di incontrare i supporters?
Sì, ricordo di averli incontrati in un momento particolare ma già quell’incontro è servito tanto, mi piacerebbe spiegare che noi dobbiamo essere più uniti di prima, capisco il loro malumore se la società avesse diminuito il budget di spesa ma questo – posso assicurare – è rimasto invariato.
Da parte nostra si può sbagliare la scelta di qualche calciatore o del tecnico oppure avere 11 infortunati come nel mese di ottobre, ma da situazioni del genere si esce tutti insieme. Da parte mia c’è stato solo un momentaneo e leggero calo di entusiasmo. Io sono sempre disposto ad incontrare i tifosi non solo quelli della curva ma tutti.
Un messaggio ai tifosi e alla città?
Il messaggio è che io ci sono, non mollo, però è importante capire che nelle aziende come nelle squadre di calcio bisogna adoperarsi affinché le cose vadano bene poi ci sono imprenditori che attraverso enormi elargizioni di capitali tengono in piedi la baracca ma noi non possiamo permetterci di buttare via il denaro attraverso investimenti scellerati. Posso garantire a tutti che il mio impegno sarà come sempre totale e appassionato.
































