★ VIDEO ★ Come riavvolgere il nastro e risentire la “solita litania”. Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, lancia un nuovo, ennesimo, allarme sanità che riguarda l’ospedale pubblico Giovanni Paolo II. La situazione, manco a dirla, è esattamente quella che aveva portato nell’aula del Consiglio comunale i primari del nosocomio il 13 luglio del 2020. Anzi, a dirla tutta, secondo il sindaco sarebbe perfino peggiorata.
Nizzi parla apertamente di un Pronto Soccorso già al collasso con la stagione turistica alle porte: “Oggi la media oscilla tra i 100 e i 150 interventi al giorno e tutto è sulle spalle di soli 10 medici. In totale sarebbero 16 ma 4 vanno a coprire il Pronto Soccorso di Tempio e altri godono di permessi speciale dalla 104”.
Attilio Bua , dirigente del PS, nel 2020 aveva parlato di 13 medici (tre in più di quanto denunciato oggi dal sindaco) costretti a coprire le richieste di 44 mila pazienti in epoca pre-covid. Bua fece un raffronto con Cagliari: 26 mila accessi con ben 30 medici. Un conto che non tornava anche l’anno scorso ma che adesso è persino peggiorato.
Altro argomento riguarda i blocchi operatori. Nizzi denuncia che oggi è presente un solo anestesista che deve pensare ai pazienti in sala operatoria programmati dai diversi settori dell’0spedale. Nel 2020 gli anestesisti erano 3 e il dirigente di Ortopedia e Traumatologia, Sebastiano Cudoni, si era visto costretto a interrompere l’attività operatoria con un clamore che scosse il palazzo cagliaritano. Per la cronaca, quei medici e i dirigenti che “si erano permessi” di rompere il muro di silenzio svelando una situazione drammatica, furono persino perseguiti dall’Azienda Sanitaria.
Oggi la situazione, come ribadisce il sindaco, è diventata “talmente grave che i nostri concittadini in ospedale rischiano la vita“. È il nuovo paradosso che finisce per distruggere l’idea di Salute dell’ATS giunta al capolinea della sua esistenza. Sulle sue ceneri occorrerà porre rimedio e ricostruire. A pochi giorni dal riavvio delle ASL (potrebbe avvenire il 1° luglio) l’efficienza sanitaria è talmente lontana che l’autonomia operativa certamente non risolverà il problema storico di questa malata cronica che è la sanità pubblica nel nord est dell’Isola.
Intanto il sindaco annuncia una nuova manifestazione di protesta..un’altra. L’ultima era stata quella del “presidio fisso”, con tanto di gazebo, davanti all’ospedale. Il risultato, pari a zero, è sotto gli occhi di tutti. Di seguito le dichiarazioni del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi ►
































