A fine gennaio, quando aveva rotto gli indugi accettando la candidatura a sindaco della Grande Coalizione, Augusto Navone aveva dichiarato: “Ho scelto di abbandonare un percorso di vita già definito e di buttarmi in questa avventura perché sento di avere il giusto spirito civico…”
Le dimissioni da direttore dell’Area Marina Protetta di Tavolara Coda Cavallo sembravano scontate, non solo per via dei suoi annunci ma soprattutto a causa delle norme dettate dal Testo Unico degli Enti Locali 267/2000 che, all’articolo 60 definisce l’ineleggibilità dei sindaci.
Navone, 65 anni compiuti a maggio, laurea in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Genova, al contrario di quando si pensava, non si è dimesso, perché?: “Non mi sono dimesso in quanto non avevo nessun obbligo di dimettermi – ha detto questa mattina raggiunto al telefono mentre era impegnato in uno dei tanti momenti di confronto in vista delle imminenti elezioni comunali di Olbia -. Sono in ferie“.
Le norme che determinano l’impedimento alla candidatura a sindaco, sono contenute nell’articolo 60 del Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali. In particolare l’articolo 11 dice che sono ineleggibili:
gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dal comune o dalla provincia;
Navone, come si sa, è direttore dell’Amp, un consorzio formato da tre comuni: Olbia (50%), Loiri Porto San Paolo (25%) e San Teodoro (25%). Una situazione che, almeno in teoria, lo dovrebbe obbligare alle dimissioni per potersi liberamente candidare a ricoprire la carica di sindaco.
Occorre anche ricordare che i termini per presentare le proprie dimissioni da direttore del consorzio sono scaduti l’11 settembre scorso (30 giorni prima delle elezioni) con la presentazione ufficiale delle liste. Ma Navone ha scelto di non presentarle.
“Abbiamo il parere legale di avvocati autorevoli – ha ribadito – e non c’è nessuna fattispecie di esclusione, ineleggibilità o incandidabilità. Sono tranquillo e sereno al cento per cento. Il fatto che avevo annunciato le mie dimissioni dell’AMP erano valutazioni iniziali fatte prima che io sciogliessi la riserva“.
D’altro canto il candidato a sindaco della Grande Coalizione non è certo uno sprovveduto e la sua esperienza in materia amministrativa a capo di un ente importante e di grande prestigio come l’AMP dal 2004, rende estremamente difficile pensare che stia davvero correndo il rischio di decadere per ineleggibilità.
Oltretutto, fattore non certo trascurabile, esporrebbe al crollo non solo se stesso e tutta la sua coalizione ma l’intero consiglio comunale con lo spauracchio di nuove elezioni alla prossima occasione utile.
In ogni caso, che abbia ragione oppure no, lo si potrà verificare esclusivamente in fase di convalida degli eletti al primo consiglio comunale ufficiale dopo le elezioni del 10 e 11 ottobre 2021. La campagna elettorale, a due settimane dal voto, continua!
































