“Il sindaco Nizzi, in questo momento di crisi feroce che attanaglia la nostra Città, per favorire la collaborazione fra maggioranza e opposizione in consiglio comunale, sentendo il dovere di valorizzare anche il contributo della minoranza, su impulso di essa, mi ha dato incarico di istituire la “Commissione COVID-19”.
Il 15 aprile dunque la Commissione è stata formalmente costituita, il sottoscritto ne è il presidente, attribuendogli una funzione consultiva, con un ampio spettro di attività finalizzate al superamento dell’emergenza in atto, non solo sanitaria ma anche economica e sociale.
Il nuovo organismo finora si è riunito tre volte, dedicando la prima seduta all’audizione degli assessori comunali al bilancio, ai servizi sociali e alla pubblica istruzione, così da delineare lo stato di fatto dei rispettivi servizi verso i cittadini, per fissare insomma il punto di partenza dei lavori della commissione.
Le sedute successive sono state dedicate all’analisi delle situazioni locali nei diversi settori, alle difficili condizioni di operare in vista delle nuove regole di sicurezza sanitarie nei posti di lavoro, con riferimento ai cantieri edili, al commercio e alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, ai quali è dedicata la delibera del consiglio che mette a disposizione maggiori spazi di suolo pubblico.
Una particolare riflessione però è stata dedicata alla complessità della situazione dei trasporti al porto e all’aeroporto di Olbia e alle incertezze sui vettori che vi potranno operare. Su tutto incombe l’incubo di un profilo disastroso della stagione turistica ormai alle porte e proprio su questo tema vengono prodotti due documenti che saranno discussi e votati nel Consiglio Comunale di mercoledì 20 maggio.
Nella prima seduta di insediamento della commissione inoltre sono stati sottolineati i principi imprescindibili per il corretto e proficuo funzionamento: offrire leale collaborazione fra i componente e garantire la spersonalizzazione politica dell’azione, in altre parole si devono riporre le magliette dei rispettivi partiti e indossare unicamente quella di Olbia.
Con profondo rammarico invece apprendo dalla stampa la proposta dei colleghi della minoranza circa il modo di impiegare i 12 milioni (12 365 331,72 per la precisione) derivati dall’avanzo di amministrazione del bilancio comunale. La proposta viene trasmessa, si badi bene, non alla commissione, ma con grande enfasi direttamente alla piazza. In un sol gesto così è stato accantonato il ruolo di partecipazione e ricuperato quello di controparte, pensando di potersi sostituire impunemente alla maggioranza che amministra la città per mandato dei cittadini.
Non solo la minoranza ha evitato di entrare la commissione, ma si è servita di essa per irridere l’amministrazione in carica, promettendo soldi a tutti, alle famiglie, alle imprese, agli artigiani, ai commercianti, ai professionisti, fuori però da ogni più elementare quadro finanziario, con lo stesso rigore contabile dei bussolotti della tombola.
Con questa improvvida azione di contrasto ha volutamente rifiutato di collaborare, approfittando del momento per rovesciare il tavolo di lavoro, senza ragione e senza preavviso, travolti da un’irrefrenabile mania di protagonismo, che, come la febbre del sabato sera, emerge ad ogni fine settimana con precisi dispacci, ben sapendo che questa formidabile proposta di divisione aritmetica non avrebbe trovato rimbalzo dentro la commissione.
Solo propaganda, squallida campagna elettorale, in un tempo in cui il silenzio assume uno straordinario valore sociale: oltre i problemi sanitari dovuti al virus, le difficoltà economiche che stanno disgregando l’economia, ci sono i prestigiatori, a tutti i livelli, che parlano e parlano e parlano, creando confusione e false aspettative nei cittadini.
Se dei famosi 12 milioni di euro avessimo trattato insieme, come evidentemente merita l’argomento, avremmo tracciato un programma ordinato, coerente con gli interventi statali contenuti nel mostruoso Decreto Rilancio sempre ancorato alla fonda, e con quelli regionali, funzionale con i bisogni di tutti i cittadini, insomma un progetto di spesa equilibrato.
Quella cifra infatti non è la pentola di monete d’oro con intorno gli gnomi dalla quale nasce l’arcobaleno, come la famosa leggenda irlandese, ai 12 milioni dovranno pur sottrarsi certe componenti: le mancate entrate TARI dovute agli abusivi che gettano i rifiuti per strada e che non possono gravare sulle tasche dei cittadini onesti; gli oneri per la tenuta del sistema turistico locale, che garantisce posti di lavoro e ricaduta economica sulla città; il sistema scolastico e della prima infanzia; la garanzia dell’assistenza sociale già in essere e tutti i servizi che il comune deve comunque assicurare ai propri cittadini.
Non sono dunque solo i 4 milioni stimati dall’opposizione per mancati introiti di imposte generiche a causa del Covid-19, che erodono il nostro tesoretto.
Dividiamo ora gli immaginifici 6 milioni di euro indicati nella mirabolante proposta per le 5685 partite iva di Olbia, sarebbero 1055 euro “a fondo perduto” i declamati aiuti alle imprese, agli artigiani, ai commercianti e ai professionisti, per sostenere le loro attività: evito i commenti.
Abbiamo superato di gran lunga i fatidici 12 milioni, siamo entrati nel modo dell’indebitamento dove ogni fantasia trova risposta.
Il percorso di collaborazione tracciato ha senso solo se le parti si impegnano ad essere leali e collaborative, ma se una di esse pretende di giocare su due tavoli, allora diventa difficile fare anche un semplice giro di briscola”.
Giampiero Mura
Presidente della Commissione Consiliare Speciale Covid-19
































