PALAU. I Carabinieri hanno aperto un’indagine per accertare la dinamica che ha portato alla morte un giovane operaio, Giuseppe Mellino, mentre lavorava in un cantiere in località Cala di Lepre a Palau.
Inizialmente, in base al racconto di alcuni testimoni, sembrava che la vittima si fosse accasciato esanime durante una pausa. Ma le circostanze emerse in una prima fase non avevano convinto gli inquirenti. Dalle verifiche sul corpo dell’uomo, infatti, erano emerse alcune ecchimosi sul torace.
Il Pubblico Ministero pertanto disponeva il sequestro della salma in attesa di una preliminare valutazione del medico legale giunta il giorno successivo. Il referto parlava di segni sul torace causati da un probabile schiacciamento.
I Carabinieri pertanto integravano le dichiarazioni inizialmente rese dei pochi testimoni, individuandone alcuni altri, giungendo così ad una ricostruzione verosimile dell’accaduto secondo cui l’uomo, per cause ancora da accertare, rimaneva schiacciato dalla benna di un muletto che gli comprimeva letalmente il torace.
In attesa degli ulteriori necessari approfondimenti il datore del lavoro della vittima, un quarantacinquenne ozierese è stato iscritto nel registro degli indagati con ipotesi di reato di omicidio colposo.
Le indagini, a cui collabora lo SPRESAL di Tempio Pausania e su cui vige ancora il più stretto riserbo, sono direttamente coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio. In giornata sarà effettuata l’autopsia che sarà determinante per arrivare alla verità di quanto accaduto.
































