★ VIDEO ★ La protesta dei camionisti è partita. Al porto di Olbia, Isola Bianca, il lungo serpentone di mezzi pesanti cresce di ora in ora e nessuno è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi giorni. La maggior parte punta sulla mobilitazione a oltranza e spera che la manifestazione partita dal basso, abbracci trovi sponda in altre categorie fino a coinvolgere l’intera popolazione.
Le voci del blocco, principalmente incentrate sul prezzo del gasolio per autotrazione che oscilla abbondantemente sopra i due euro al litro, si levano anche contro l’aumento incessante di tutti i costi legati al lavoro quotidiano.
“Siamo ormai sotto la committenza“, dicono i camionisti. Questo significa, per fare un esempio, che i trazionisti hanno più costi rispetto a quanto guadagnano a viaggio. “Siamo disperati. Non siamo più in grado di lavorare perché oltre al carburante dobbiamo combattere contro l’aumento di tutta la filiera: pneumatici, traghetti, autostrade, manutenzione dei mezzi ecc. Siamo ormai sotto i costi minimi di sicurezza”.
Le ultime uscite del ministro Cingolani che parla di speculazioni ingiustificate definendo il caro carburante “una colossale truffa”, hanno avuto un effetto dirompente tra i camionisti: “Questa cosa ci fa arrabbiare ancora di più perché evidenzia una mancanza di tutela da parte del Governo”. Di seguito il video e le voci dal porto di Olbia ►
































