In seguito all’articolo dal titolo: Malasanità. “Mi ordina decine di esami e poi il medico sparisce”. È successo al Mater Olbia, riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci dal direttore generale dell’ospedale Marcello Giannico.
Apprendiamo con rammarico e stupore dell’articolo pubblicato sul vostro giornale online e intendiamo con la presente riportare la nostra versione dei fatti:
Il primo accesso del paziente è stato il giorno 6 aprile per una risonanza magnetica a pagamento, il giorno 14 aprile è stata effettuata una visita ortopedica a pagamento a seguito della quale il paziente è stato inserito in un percorso protetto per l’esecuzione in breve tempo di tutti gli esami necessari all’ inquadramento clinico. Il paziente, tra il 21 aprile e il 9 maggio, esegue questi esami: analisi del sangue, RX, ecocolordoppler e risonanza alla colonna. Tali esami sono stati eseguiti in convenzione con il servizio sanitario nazionale e il paziente, beneficiando di esenzione, ha potuto eseguirli in maniera completamente gratuita.
Il percorso prevede che il paziente, una volta ricevuti tutti i referti, riprenoti una visita di controllo con il reparto che lo sta seguendo per portare in visione gli esiti (le liste di attesa per le visite di controllo in convenzione con il servizio sanitario nazionale sono molto brevi, un paio di giorni).
Questo passaggio è mancato e il percorso non ha avuto un prosieguo.
Parlare di malasanità senza avere un quadro completo dei fatti ha delle conseguenze che impattano principalmente sul territorio nel quale il nostro ospedale opera, minando il rapporto di fiducia costruito nel tempo con i pazienti attraverso azioni concrete e professionalità di tutto il nostro personale.
L’articolo è denigratorio e fazioso ed è sconcertante che un giornale, dal quale per definizione ci si aspetta un lavoro giornalistico di verifica delle fonti e dei fatti, decida di affrontare con leggerezza un argomento cosi delicato senza prima verificare l’accaduto con tutte le parti coinvolte.
Rinnoviamo la nostra disponibilità ad un confronto o ulteriori approfondimenti.
La nostra risposta:
Egregio direttore Giannico. Per facilità di esposizione chiameremo il paziente con un nome di fantasia: “Mario”
Confermiamo che, a parte la risonanza magnetica (€ 302,00) e la l’unica visita specialistica da parte del medico (€ 182,00) gli esami sono stati eseguiti gratuitamente.
Quanto alla mancata “riprenotazione” da parte del paziente una volta terminati gli esami che come riferite: “Questo passaggio è mancato e il percorso non ha avuto un prosieguo”, è palesemente falsa. Oltretutto, con tale affermazione si tenta di scaricare oggettive responsabilità del Mater Olbia su un paziente messo in evidenti difficolta da parte di un sistema che, almeno in questo caso, non ha funzionato.
La dimostrazione si evince con estrema facilità da tre elementi di prova:
1) Il telefono cellulare. Il medico ha dato al paziente, in occasione della prima e unica visita, il proprio numero di telefono (lo ha scritto sul primo referto, vedi screenshot in fondo articolo) con la richiesta di essere richiamato una volta ultimati tutti gli esami. Cosa che Mario ha fatto, ripetutamente e in giorni diversi, tentando decine di volte, invano, di mettersi in contatto con lui (Vedi il secondo screen shot di una piccola parte delle chiamate).
2) Mail. L’odissea di Mario è raccontata – certamente in termini sopra le righe vista la sua esasperazione per il trattamento ricevuto – in una mail inviata all’Urp del Mater Olbia venerdì 8 luglio 2022 alle ore 13:25. Tra i passaggi si legge: ” …l’innominabile (sempre lui, il medico, ndr) cosa fa: mi abbandona 2 mesi senza farsi più trovare” (Vedi il terzo screenshot).
3) Reception. Dopo inutili tentativi al telefono dell’ospedale, Mario, per due volte, accompagnato da uno zio a causa delle sue precarie condizioni di salute, si è recato di persona al Mater Olbia e ha parlato con gli addetti al ricevimento senza ottenere alcuna risposta concreta.
A dirla tutta, secondo quando sostiene il paziente, un bel giorno il medico gli ha risposto. Per 32 secondi ha tenuto la linea “forse per errore perché era molto sbrigativo – dice Mario – e malgrado la mia insistenza mi ha liquidato dicendomi ‘Mi chiami lunedì alle 9:00’. Ovviamente quel lunedì non ha mai risposto come ha sempre fatto”.
In ultimo, per quanto riguarda la sua affermazione: “L’articolo è denigratorio e fazioso ed è sconcertante che un giornale, dal quale per definizione ci si aspetta un lavoro giornalistico di verifica delle fonti e dei fatti…” viene demolita non solo dal rigore del primo articolo, già allora Mario ci ha fornito tutte le prove di quanto raccontato, ma anche dai fatti sin qui esporti in risposta alla vostra replica. Per quanto le sembrerà strano, anche in un piccolo giornale locale come il nostro, vige la regola dell’attendibilità e verifica delle fonti.
A questo proposito, siccome proprio il nostro lavoro che, le assicuro conosciamo bene sia per quanto concerne doveri, limiti ma anche diritti, ci consente di porre domande, ne abbiamo una da farle, anzi due:
- A proposito di verifiche: ha parlato con il medico in questione?
- Perché, una volta che abbiamo fornito tutti gli elementi al vostro correttissimo addetto stampa a cui abbiamo rivelato il nome del paziente e del medico, protagonisti di questa vicenda, non ha fatto una chiamata a colui che si è lamentato pubblicamente del trattamento ricevuto?
Almeno per sapere come sta. Purtroppo, con nostra grande sorpresa, nessuno dal Mater Olbia lo ha mai fatto. Neanche lei, che ha preferito usare il suo tempo per inviarci la replica. Il paziente sta ancora aspettando: non per fissare la date dell’intervento (si è rivolto altrove) ma per ricevere le vostre scuse.



































