Non è dato conoscere il numero esatto dei lavoratori a cui non è stato rinnovato il contratto scaduto il 31 dicembre 2017 ma si parla di un minino di 25 persone. Tutti esperti, professionisti del settore edile, ai quali si sarebbero aggiunti anche elettricisti, geometri e architetti. Una situazione già vissuta lo scorso anno da altri lavoratori inesorabilmente lasciati a casa con l’inizio del nuovo anno. Alcuni sono stati recuperati altri, la maggior parte, no.
Trapelano pochi dettagli dalle bocche cucite intorno ai cantieri del Mater Olbia. Lavoratori senza più occupazione tenuti in bilico tra una promessa di reintegro e lo spettro di una disoccupazione crescente e senza via d’uscita. E tutto questo mentre il lavoro sembra, per fortuna, non finire mai con nuove squadre che vengono introdotte composte da decine di lavoratori provenienti non si sa da dove.
Eppure in più occasioni le rassicurazioni del mantenimento dei livelli occupazionali per le maestranze locali erano state sbandierate a più riprese dagli stessi rappresentati del Fondo del Qatar nei confronti delle politica che chiedeva garanzie.
I lavoratori precari del Mater Olbia, e si parla esclusivamente dell’edificio destinato all’ospedale, vengono impiegati grazie a contratti temporanei che arrivano a scadenza nel silenzio più assordante. Numeri che sfuggono alle tutele dei sindacati e che si finisce per conoscere nella reale consistenza solo quando si attivano le indennità di disoccupazione.
































