Olbia, 6 agosto 2025 – Anche Lucas Gatti, allenatore legato da un profondo impegno morale all’Olbia Calcio, lascia il club e saluta tutti con un’accorata lettera che mette ancora una volta in evidenza le qualità di un uomo e i suoi valori, ancor prima di quelli calcistici, sui quali la piazza non ha mai avuto dubbi.
Con pazienza e perseveranza, mister Gatti ha atteso che la società riuscisse a dipanare una matassa intricata di cavilli finanziari che, ancora oggi, non trovano soluzione. Ma quando si arriva a un punto di non ritorno, è giusto recidere anche quel filo che, solo moralmente, legava l’uomo e l’allenatore a una dirigenza priva di anima e di dignità.
“Fin dal primo giorno in cui Manu Gonzalez, giocatori e staff tecnico hanno fortemente voluto il mio ritorno al club – scrive Gatti – ho sentito, oltre alla certezza di sapere che ci stavano tutte le condizioni per iniziare una stagione col piede giusto, una sensazione di obbligo morale con tutti loro per tanta fiducia in me e nel mio lavoro”.
Ma quelle condizioni, spiega il tecnico argentino, si sono presto rivelate instabili: “Sono passati più di due mesi dalla mia presentazione. Sono stati due mesi in cui progressivamente capivamo che tutte quelle premesse di partenza iniziavano a svanirsi. Più passavano i giorni, più crescevano le incertezze per quelli che appartengono a logiche e tempistiche di calcio e non a quelle societarie”.
Un divario che, secondo Gatti, ha reso insostenibile la prosecuzione del lavoro: “Siamo consapevoli che i tempi del calcio e i tempi societari sono diversi. Ma è anche vero che uno si appoggia e dipende dall’altro. Per due mesi abbiamo cercato di combattere l’incertezza che ogni giorno diventava sempre più grande. Nel mio caso personale l’ho fatto per quel senso di responsabilità nei confronti di tante persone che avevano dimostrato tanta fiducia in me”.
Il tecnico ha voluto esprimere riconoscenza a tutto l’ambiente: “Giocatori, staff tecnico, lavoratori del club, giornalisti e tifosi mi hanno fatto sempre sentire questa fiducia. E voglio ringraziare tutti per questo”.
“Come ho detto prima – prosegue – i tempi societari non sono gli stessi tempi del calcio e delle sue competizioni. Oggi, dopo due mesi di lunga attesa, sono costretto a dover guardare avanti nella ricerca di certezze personali e professionali”.
Gatti evita di entrare nei dettagli delle vicende interne, ma lancia un messaggio più ampio: “Non vorrei pronunciarmi su vicende che non mi competono né interessano. Al di là della situazione attuale che l’Olbia sta attraversando per il secondo anno consecutivo, posso solo dire che il calcio, come sistema, ha bisogno di un profondo, onesto e sincero dibattito. Un dibattito che deve iniziare dal capire cosa rappresentano un club e una squadra di calcio, e cosa rappresenta questo gioco per la gente”.
Il tecnico chiude con una riflessione sul significato e la responsabilità della gestione di una società sportiva: “Se diamo una risposta onesta e coerente a queste domande, è molto più probabile che le società di calcio possano essere sostenibili nel tempo attraverso la propria creazione di valore. L’ho già detto tante volte e lo dico ormai da anni: quando si comprano società di calcio, non si comprerà mai ‘la società’, ma soltanto la possibilità di gestirla. Perché un club di calcio apparterrà sempre alla sua gente, alla sua storia, e questo va rispettato”.
“Mi auguro che le vicende societarie possano chiarirsi in tempi che consentano di preparare, velocemente, una stagione già iniziata. Penso che l’Olbia Calcio debba trovare certezze e ripartire dal proprio senso di appartenenza. Al di là di questioni societarie, ciò che sostiene un club è la sua gente. E saranno sempre loro i veri proprietari. Grazie ancora e un forte abbraccio a tutti”.
Con la sua lettera, Lucas Gatti non firma solo il suo saluto, ma denuncia un sistema che, dimenticando il rispetto per la storia e per la gente, ha svuotato il calcio della sua passione più vera. Arrivederci Mister, con l’auspicio che il tuo futuro sia sempre così ricco di valori e di quelle soddisfazioni che merita
































