Niente da fare per l’Olbia in quel di Pescara, i bianchi perdono per quattro a zero con tre gol nel primo tempo ed uno nella ripresa ma tante, tante riflessioni da fare per la squadra olbiese, soprattutto sullo schieramento in campo e sugli infortuni occorsi a Scapin e Cavuoti. Nel tabellino dei realizzatori finiscono Cuppone al 23°, Dagasso al 26°, Tunjov al 43° e Aloi al 51°.
Un’Olbia un po’ incerottata si presenta allo stadio Adriatico di Pescara con qualche variazione rispetto agli undici visti mercoledì nel recupero. All’appello mancano ben sei titolari, Leandro Greco infatti porta in panchina, Dessena, Bellodi, Ragatzu, Cavuoti, Mameli e Montebugnoli oltre a Biancu ancora infortunato rimasto a casa.
Il tecnico romano tradisce anche il suo credo calcistico (4-3-3) e opta per uno schieramento finora mai visto; davanti a Rinaldi schiera una difesa a tre, con Palomba, Fabbri e Motolese, la cintura di centrocampo è composta da La Rosa e il rientrante Zanchetta che non si vedeva dalla partita in casa con la Torres, sulle fasce Zallu a sinistra e Arboleda a destra mentre la batteria d’attacco è formata da Corti, Scapin e Contini.
Sulla sponda opposta invece gli assenti sono i supporters della tifoseria organizzata per via degli scontri del 22 ottobre a Lucca, per cui davanti ad una tifoseria composta da qualche migliaio di spettatori Zeman, fedele al suo 4-3-3, manda in campo Plizzari tra i pali, difesa a quattro con Floriani, Pellicani, Mesik e Milani, davanti alla difesa giocherà Aloi, con Dagasso e Tunjov mezze ali, in avanti Merola, Cuppone e Accornero.
Inizia la partita e il Pescara lascia intendere che vuole l’intera posta in palio, già all’undicesimo Accornero prova i riflessi di Rinaldi che respinge. L’Olbia cerca di stare corta e compatta ma la contraerea di Zeman sembra tarantolata, cuce e ricuce azioni d’attacco , i bianchi comunque cercano di controllare e provano l’affondo come al ventunesimo quando Zallu esce dalla fase difensiva e lancia l’accorrente Contini che entra in area e calcia sicuro in porta, l’estremo difensore pescarese c’è e mette in angolo. Sul successivo tiro dalla bandierina La Rosa al volo mette fuori.
Ribaltamento di fronte e due minuti dopo il Pescara passa in vantaggio, Accornero sulla sinistra calibra un cross con il contagiri per la testa di Cuppone che non si fa pregare e deposita alle spalle dell’incolpevole Rinaldi. Pescara 1 – Olbia 0.
È proprio vero, gol sbagliato gol subito. L’Olbia cerca di stare in partita ma tre minuti dopo è ancora il Pescara ad andare in gol con un tiro da fuori area di Dagasso che – complice una deviazione di Scapin – batte per la seconda volta il portiere Rinaldi.
Gli abruzzesi non paghi del risultato acquisito insistono e vanno a mille, l’Olbia si fa vedere dalle parti di Plizzari con un colpo di testa di Motolese che deposita la palla tra le braccia del portiere.
Il Pescara gioca bene, mette in luce un gioco spumeggiante, può contare su meccanismi oleati e sulla forma fisica dei suoi atleti, l’Olbia invece cerca di arginare in tutti i modi ma nulla può fare al quarantatreesimo quando, sempre lui Accronero, dalla sinistra mette al centro per la testa di Tunjov che fa tre per i padroni di casa.
I biancoazzurri non si accontentano e spingono sull’acceleratore, ad un minuto dalla fine Rinaldi deve sfoderare una grande parata per evitare il quarto gol. Nel frattanto per l’Olbia piove sul bagnato, in uno scontro di gioco si fa male Scapin e al suo posto entra Cavuoti con conseguente spostamento di Corti al centro dell’attacco.
I due fischi che dichiarano la fine del primo tempo arrivano come la manna dal cielo per l’Olbia che rientra negli spogliatoi con tre gol nel sacco e con tanti problemi da risolvere.
Si riparte con una girandola di sostituzioni per entrambe le squadra ma giusto il tempo per assistere all’infortunio di Cavuoti, subentrato all’infortunato Scapin, che il Pescara porta a quattro le marcature con Aloi, smarcato bene in area da un colpo di tacco di Cuppone.
Fioccano le ammonizioni per i ragazzi di Greco, dopo Arboleda sul taccuino della signora Maria Marotta, arbitro dell’incontro, finiscono nel giro di pochi minuti Contini e Zanchetta.
Ad un quarto d’ora dalla fine dell’incontro c’è il tempo per vedere in campo Dessena e Ragatzu in sostituzione di Zanchetta e Contini ma il risultato rimane inchiodato sul 4 a 0. Quando mancano cinque minuti alla fine Rinaldi respinge da distanza ravvicinata un tiro di Merola ed evita il quinto gol.
Si arriva così alla fine dell’incontro, una partita assolutamente da dimenticare con l’Olbia che non segna da tre gare ed il suo attacco è il penultimo del girone.
Cala il sipario sullo stadio Adriatico di Pescara e per l’Olbia è notte fonda.
Pescara: Plizzari, Floriani, Pellacani© (79° Di Pasquale), Mesik (46°Brosco), Milani, Aloi (69° De Marco), Dagasso, Tunjov, Merola, Cuppone (69° Tomasini), Accornero (46° Cangiano). A disp. Ciocci, Barretta, Di Pasquale, Masala, Vergani, Pierno, Mora, Manu. Allenatore Zdenek Zeman.
Olbia: Rinaldi, Palomba, Fabbri, Motolese, Zallu, Zanchetta (75° Dessena), La Rosa ©, Arboleda (46° Montebugnoli), Corti, Scapin (37° Cavuoti 52° Mameli), Contini (75° Ragatzu). A disp. Palmisani, Van Der Want, Bellodi, Incerti, Gennari. Allenatore Leandro Greco.
Arbitro Maria Marotta di Sapri
Reti: 23° Cuppone (P), 26° Dagasso (P), 43° Tunjov (P), 51° Aloi (P)
Ammoniti: Arboleda (O)Contini (O), Zanchetta (O), Merola (P)
Calci d’angolo. 5 a 1 per il Pescara
Spettatori 2.284
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