OLBIA. Cresce il malcontento tra la tifoseria organizzata per le vicende legate all’Olbia Calcio. Sul ponte nei pressi dello stadio Bruno Nespoli, sulla cancellata della Curva Mare e sulla balaustra delle case popolari adiacenti allo stadio, sono apparsi tre striscioni i cui contenuti non lasciano dubbi alle interpretazioni.
Nell’occhio del ciclone sono finiti i vertici della Swiss Pro, l’ex presidente Alessandro Marino e il primo cittadino olbiese Settimo Nizzi, accusati di non aver rivolto il giusto interesse verso il declino della squadra.
In realtà, la tifoseria organizzata aveva assistito alla retrocessione dell’Olbia con disappunto e rassegnazione per via dei risultati visti sul campo, ma la passione per i colori bianchi non si era mai sopita. Anzi, cresceva tra i tifosi di giorno in giorno, e la mancata iscrizione al campionato di Serie D del 16 luglio ha scatenato la loro ira.
La rabbia dei tifosi sembra non volersi placare nemmeno adesso che la situazione sembra essere destinata a volgere al meglio. La Swiss Pro infatti, ha provveduto proprio ieri a saldare le spettanze a calciatori e amministrativi, oltre al pagamento dell’iscrizione e della fideiussione per l’accesso al torneo di quarta serie.
“Serve rispetto da parte di tutti per la maggiore entità sportiva della città”, dice un tifoso a proposito degli striscioni. Tale ammonimento sembra essere diretto non solo alle tre figure indicate negli slogan in foto, ma a tutta la città e all’imprenditoria locale che vive, opera e sviluppa i propri affari sul territorio cittadino, rivolgendo poca attenzione alla squadra locale che il prossimo gennaio compirà 120 anni di storia.
“Olbia rimane una città aperta, offre a tutti possibilità di lavoro, ma occorre maggiore sensibilità verso un fenomeno sociale che ha 120 anni di vita”, queste sono le parole di un altro tifoso che ha l’Olbia nel cuore.
































