Gentile redazione. Mi chiedo: perché dal monumento dei caduti è stato tolto il cippo con la scritta “Olbia ai suoi caduti” (Le foto del giornale testimoniano la sua presenza)?
Quella scritta indicava non solo il sacrificio dei morti in battaglia ma testimoniava anche la vicinanza e l’appartenenza della comunità di Olbia. Un segno di orgoglio di tanti cittadini (chi ha donato mille lire e chi mezzo milione) che si è materializzato in quella semplice lastra di granito. Il monumento fu inaugurato il 25 aprile del 1984 dalla signora Francesca Spano in Degortes, colpita da gravi perdite sotto il bombardamento della città, alla presenza del neo sindaco, Renato Careddu.
Ebbene, quelle quattro parole sulla pietra collocate all’inizio di via Redipuglia avevano un importante significato perché chiunque le leggeva, percepiva la vicinanza dell’intera città nei confronti delle persone più sfortunate, giovani deceduti in una guerra fratricida e inutile.
Per questo non trovo giusto cancellare con essa, in nome della modernità, chi ha partecipato alla realizzazione di quel monumento eretto proprio perché tutti hanno collaborato. Prima di quel simbolo non c’era nulla che ricordasse i morti, soldati e civili, nelle due guerre .
Il comune aveva semplicemente assistito ma di fatto l’opera era frutto di privati cittadini che avevano messo il loro tempo a disposizione di tutti. Quel cippo così significativo, secondo me, è tutt’ora molto importante, e sarebbe il caso di rimetterlo in bella evidenza, come lo era prima.
Rammento che coloro che hanno ideato il monumento e portato a termine hanno ricevuto la medaglia d’oro e sono stati insigniti del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana dal presidente Ciampi.
Proprio per questo il nostro attuale sindaco dovrebbe essere anche lui orgoglioso di avere avuto tra i concittadini persone esemplari che, con caparbietà e tenacia sono riusciti a ultimare quel monumento. Spero davvero che rimetta il cippo al suo posto.
Ricordo chi furono i protagonisti della realizzazione del monumento ai caduti perché è giusto farlo: i fratelli Fortunato e Nardino Degortes (Pinzellu), Virgilio Derosas, Fortunato Casula e Pietro Aulicino
Gavino Degortes
































