PADRU. “Questo è il momento del dolore e dello sconforto. La famiglia invoca ogni possibile accertamento per comprendere i momenti antecedenti e concomitanti alla sopraggiunta morte”.
È quanto comunica Giampaolo Murrighile, legale con Donatella Arru, dei familiari di Giovanna Satta la venticinquenne di Padru morta a seguito di un’emorragia durante il parto cesareo avvenuto nelle Cliniche San Pietro di Sassari.
“Nessuna avvisaglia vi era per poter prevedere un pericolo di vita né per la ragazza né per il feto. La giovane – sostiene Murrighile – era già ricoverata e si trovava già sotto osservazione. La stessa famiglia era in contatto con lei nelle ore antecedenti al tracollo della vicenda”.
Rimane da capire cosa sia effettivamente accaduto. “Noi abbiamo devoluto ogni accertamento all’Autorità Giudiziaria con richiesta di acquisizione di ogni dato clinico al fine di recuperare anche tutto l’iter dell’esperienza di gravidanza che Giovanna ha seguito costantemente e regolarmente prima a Olbia e poi a Sassari. Questo, però, non è il momento di fare dichiarazioni affrettate.
C’è una bimba che bisogna proteggere anche dal punto di vista clinico perché è nata prematura (quasi al settimo mese). Questa è la grande eredità che Giovanna ha lasciato. L’altro aspetto che si impone è quello di accertare cosa sia successo. Nessuno vuole accusare nessuno ma occorrerà capire se vi sono state delle negligenze e delle imprudenze, e se il decorso sia stato osservato secondo i protocolli. Questo sarà l’Autorità Giudiziaria a stabilirlo ed è anche quello che la famiglia vuole e si chiede: perché un momento di festa si sia trasformato una grande tragedia”.
































