Il 14 marzo del 1962 il principe Karim Aga Khan IV, il signor Felix Bigio, l’industriale Patrick Guinness, l’avvocato francese André Ardoin, il rappresentante dell’International Bank for Reconstruction and Development John Duncan Miller e lo scrittore René Podbielski stipulano ad Olbia, dal notaio Mario Altea, l’atto costitutivo del Consorzio Costa Smeralda. È una data che cambierà la storia della Gallura e di tutta la Sardegna.
Quella porzione di territorio dominata dagli stazzi e dal granito conosciuta come Monti di Mola viene scelta per la realizzazione di uno dei piani di sviluppo più importanti d’Italia. Sessant’anni dopo, la Costa Smeralda è una destinazione turistica a vocazione internazionale fra le più conosciute al mondo, che deve fare i conti con un presente a tinte fosche, tra la guerra in Ucraina e l’emergenza del covid-19.
La nascita della Costa Smeralda ha aperto la Sardegna al turismo, creando nuove opportunità di lavoro e benessere economico per la sua comunità. Non è un caso se oggi nell’Isola gli unici due comuni che fanno riscontrare un incremento demografico sono quelli di Arzachena ed Olbia.
“Il principe Aga Khan è e rimarrà la persona che ha trasformato un sogno in realtà – afferma il presidente del Consorzio Renzo Persico -. A chi oggi continua a perpetuare quell’intuizione va altrettanto merito per aver saputo conservare e migliorare, adeguando ai cambiamenti sociali, demografici, tecnologici e ambientali, una destinazione turistica che grazie alla sua organizzazione privata e alla connotazione del suo territorio è riuscita a essere un riferimento competitivo di pari passo con l’evoluzione delle esigenze del turismo di lusso internazionale”.
Il programma di celebrazioni del sessantesimo anniversario della Costa Smeralda, che si affianca al centesimo anniversario dell’autonomia del comune di Arzachena, è in fase di definizione e dovrebbe essere piuttosto ricco.
































